Martedì 16 Febbraio 2016 - 08:45

Sanità, 21 arresti in Lombardia: in manette Rizzi, fedele di Maroni

Tangenti per servizi odontoiatrici, il governatore leghista: Sono molto incazzato

Fabio Rizzi, consigliere leghista ed ex senatore

Liste d'attesa inesistenti, create ad arte per spingere i pazienti a farsi curare i denti a pagamento. Pazienti che venivano anche truffati sui costi delle cure, perché indotti "a ricorrere alla prestazione a pagamento nella convinzione che il costo del ticket sanitario sarebbe di poco inferiore". È questo il quadro che emerge dall'indagine coordinata dal pm di Monza Manuela Massenz e condotta dai carabinieri, che ha portato all'arresto dell'ex parlamentare della Lega Fabio Rizzi, 49 anni, oggi consigliere regionale e presidente della commissione Sanità della Regione. Rizzi, fedelissimo di Maroni, è anche l'ideatore della riforma del sistema sanitario fortemente voluta dal governatore. Con lui sono finiti in carcere anche l'imprenditrice Maria Paola Canegrati, a capo dell'Odontoquality di Arcore, che raggruppava una galassia di società vincitrici di numerose gare d'appalto per la gestione delle cliniche di molti ospedali lombardi. Per gli investigatori sarebbe stata lei il vertice del sistema corruttivo. Le porte di San Vittore si sono aperte anche per Mario Longo, che faceva parte dello staff di Rizzi, e per altre cinque persone.

L'ASCESA DI ODONTOQUALITY. Arresti domiciliari, invece, per altri sette indagati tra cui la compagna di Rizzi, accusata di fargli "da prestanome" e di raccogliere per suo conto le tangenti. Per altri cinque, invece, tra cui al compagna di Longo, è scattato l'obbligo di dimora. In tutto sono 21 le persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta e riciclaggio. Tra loro ci sono anche 11 funzionari pubblici, accusati di aver favorito l'ascesa della Odontoquality di Maria Paola Canegrati.
Attraverso tangenti e favori, l'imprenditrice si sarebbe aggiudicata dal 2004 ad oggi appalti per 400 milioni creando una sorta di monopolio nella gestione delle cure dentali negli ospedali lombardi.

PAZIENTI SENZA TUTELA. I pazienti erano privi "di qualsiasi tutela" di fronte ad un sistema così articolato e privo di controlli. Impossibile anche denunciare. Lo dimostra il caso di un paziente della clinica per la cura del dente dell'ospedale Niguarda, curata per un fungo alla bocca. La donna in realtà aveva un tumore e quando si è rivolta al primario di un altro reparto, nella speranza di essere guarita, era ormai troppo tardi ed è morta. L'episodio è stato denunciato ai carabinieri dal dottor Cirincione, primario in pensione del reparto di chirurgia maxillofacciale dell'ospedale Niguarda. Il medico, dopo aver riferito l'errore del dottor Vincenzo Nicotra, capo della clinica odontoiatrica, ai vertici dell'ospedale, era stato fermato e "sollevato dai compiti di controllo". Episodio che per il gip dimostra come Maria Paola Canegrati, già nel 2006, "godesse di appoggi e protezioni all'interno dell'amministrazione, tali, non solo da determinare l'assenza di alcun controllo pur a fronte di segnalazioni di fatti gravi da parte di un autorevole primario interno alla stessa, ma anche la comunicazione alla predetta di notizie riservate, così da consentire al medico interessato di reagire con atteggiamenti intimidatori".

 

SALVINI: CHI SBAGLIA NON MERITA LEGA, SOSPESO. E mentre il governatore Roberto Maroni si dice "molto incazzato" perché "il lavoro che stiamo facendo in questi anni per garantire trasparenza rischia di venire infangato, anzi viene infangato da queste azioni", il segretario della Lega Nord Matteo Salvini annuncia la sospensione di Rizzi: "Per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia, il consigliere Fabio Rizzi è sospeso dalla Lega Nord". Poco prima aveva scritto su Twitter:

"Esco ora dal Parlamento europeo e leggo degli arresti in Lombardia. Prima riflessione: chi sbaglia davvero, non merita la Lega. Seconda riflessione: spero che le accuse si rivelino una bufala. Terza riflessione: spero che alcuni magistrati non siano in campagna elettorale, è accaduto già troppe volte. Quarta riflessione: sono sicuro che l'eventuale errore di pochi non danneggi il lavoro delle miglaia di persone che ogni giorno mandano avanti benissimo gli ospedali in Lombardia. Quinta riflessione: sono orgoglioso di essere il segretario della Lega".
 

Esco ora dal Parlamento Europeo e leggo degli arresti in Lombardia.
Alcune riflessioni: pic.twitter.com/6udUqrOzm5

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 16 Febbraio 2016

 

Scritto da 
  • Ester Castano e Benedetta Dalla Rovere
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