Martedì 26 Dicembre 2017 - 14:30

Liberia al voto: Weah e Boakai si sfidano per la presidenza

L'ex attaccante del Milan e l'attuale vice presidente Joseph Boakai si affrontano al ballottaggio

A election worker is seen at the National Elections Commission headquarters in Monrovia

Liberia al voto per eleggere il nuovo presidente. Due milioni di cittadini sono chiamati a scegliere fra l'ex attaccante del Milan George Weah, attualmente senatore del Congresso per il cambiamento democratico (Ccd), e l'attuale vice presidente Joseph Boakai, del Partito per l'unità (Pu). Il vincitore succederà alla attuale presidente Ellen Johnson-Sirleaf, che è in carica dal 2005, nel primo passaggio di consegne fra due presidenti eletti democraticamente da 73 anni a questa parte. I seggi sono aperti dalle 9 ora italiana e chiuderanno alle 19 ora italiana.

Si tratta di un ballottaggio: il primo turno delle presidenziali si è tenuto lo scorso 10 ottobre; questo secondo turno era inizialmente programmato per il 7 novembre, ma è stato ritardato dalle accuse di frode avanzate da parte del terzo candidato più votato il 10 ottobre, Charles Brumskine del Partito per la libertà (Pl), che sono state però respinte dalla Corte suprema. Al primo turno Weah è arrivato in testa, con il 38,4% dei voti (ottenendo la maggioranza in 11 delle 15 contee del Paese), mentre Boakai si era fermato al 28,8%.

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Ma l'esito del secondo turno non è scontato, perché ago della bilancia saranno i partiti minoritari, a seconda di quale dei due candidati appoggeranno. Il Partito per la libertà è diviso: mentre il suo candidato Charles Brumskine, che al primo turno ha ottenuto il 9,6%, appoggia Weah, altre figure di spicco del partito hanno partecipato ai comizi di Boakai. Anche il guerrigliero diventato politico Prince Johnson ha chiesto al suo elettorato (pari all'8,2%) di votare per Weah; e l'ultimo dei candidati influenti, Alexander Cummings (7,2%), non è stato molto chiaro in merito ma ha criticato Boakai definendolo "obsoleto". Quanto alla presidente Ellen Johnson-Sirleaf, che vinse le elezioni nel 2005 battendo proprio Weah e diventando così la prima donna capo di Stato di un Paese africano, non ha appoggiato attivamente il suo vice presidente Boakai durante la campagna elettorale.

Weah, che presenta come numero due la ex first lady Jewel Taylor (ex moglie di Charles Taylor, ex presidente e in passato signore della guerra), in campagna elettorale ha promesso istruzione gratuita dall'asilo alle superiori, nonché l'accelerazione nella creazione di posti di lavoro. Boakai dal canto suo, che è vice presidente da 12 anni, rivendica i risultati dei suoi anni nell'esecutivo di Johnson-Sirleaf, in cui il Paese ha aumentato il suo Pil del 248% e ha migliorato la speranza di vita da 56 anni a 62 anni.

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