Lunedì 29 Febbraio 2016 - 06:30

Agli Oscar è l'anno di DiCaprio: trionfa alla quinta nomination

Ennio Morricone vince per le musiche di 'The Hateful Eight'. 'Il caso Spotlight' è il miglior film

DiCaprio vince l'Oscar come miglior attore

Agli Oscar doveva essere la notte di Leonardo DiCaprio e lo è stata. Così come lo è stata per Ennio Morricone. Arrivato alla quinta nomination della sua vita, l'attore, che sembrava colpito da una 'maledizione', questa volta è riuscito a portare a casa l'ambita statuetta. Nato nel 1974, a soli 20 anni è in nomination per la prima volta come non protagonista per 'Buon compleanno Mr. Grape', ma poi gli ci sono voluti altri 22 anni e tre candidature per arrivare a quella giusta. Neanche la magistrale interpretazione di Eddie Redmayne in 'The Danish Girl', questa volta, è riuscita ad oscurare la sua prestazione attoriale e fisica in 'Revenant'. Il film di Alejandro Gonzales Inarritu l'ha finalmente portato alla vittoria: i sacrifici durante le riprese, fatte tutte a temperature rigidissime, fino ai -30 gradi, lo hanno provato fisicamente, ma il premio è valso il sacrificio.

Nel ritirare il premio, DiCaprio ha ringraziato chi ha lavorato con lui al film e anche chi lo ha 'cresciuto' a livello cinematografico: Martin Scorsese. Poi un doveroso ringraziamento ai genitori. Ma Leo non ha potuto dimenticare neanche in questa occasione il suo impegno per l'ambiente: "Nel 2015 - ha detto - siamo dovuti andare al Polo Sud per trovare la neve. Il cambiamento climatico sta minacciando la specie umana. Dobbiamo lavorare insieme e smetterla di posticipare, smetterla di sostenere leader che parlano per chi inquina ma non per gli indigeni che saranno toccati da questi cambiamenti. Non diamo per scontato questo pianeta, così come io non davo per scontata questa serata".

INARRITU INCASSA IL RECORD MESSICANO. A 'Revenant' di Inarritu non va solo il riconoscimento per il miglior attore protagonista, ma anche quello, scontato dall'inizio, a Emmanuel 'Chivo' Lubezki per la fotografia e quello proprio per il migliore regista. Il direttore di Città del Messico, così, va ad affiancarsi a John Ford e Joseph L. Mankiewicz, gli unici due registi ad aver vinto per due anni consecutivi ma negli anni '40 e '50, grazie al trionfo l'anno scorso del suo 'Birdman'. Inoltre, se sommata alla vittoria nel 2014 di Alfonso Cuaron per 'Gravity', è il terzo successo consecutivo per un regista messicano. E Inarritu non ha voluto lasciarsi scappare l'occasione di fare un riferimento al problema del razzismo: "Io sono fortunatissimo, ma molti altri non hanno avuto la mia stessa fortuna. Vogliamo un'opportunità per liberarci di tutti i pregiudizi. Il colore della pelle è irrilevante come la lunghezza dei nostri capelli".

A SORPRESA E' 'IL CASO SPOTLIGHT' IL MIGLIOR FILM. Era dato come sfavorito, prima di lui venivano 'Revenant', 'The Martian', 'La grande scommessa' e 'Mad Max: Fury Road'. Ma 'Il caso Spotlight' ha sbaragliato tutti i pronostici ed è uscito vincitore degli Oscar 2016. Il trionfo di una storia vera, quella di un gruppo di giornalisti che hanno conquistato il premio Pulitzer portando alla luce abusi sessuali su minori da parte di esponenti della Chiesa cattolica di Boston. Ritirando il premio il produttore Michael Sugar ha detto: "Questo film ha dato voce ai sopravvissuti. Papa Francesco, è arrivato il momento di proteggere i bambini e santificare la fede".

GLI ALTRI PROTAGONISTI. Il premio per la miglior attrice protagonista è andato ad una outsider: Brie Larson per la sua interpretazione in 'Room'. Per i non protagonisti vittoria di Alicia Vikander, spalla di Eddie Redmayne in 'The Danish Girl', e Mark Rylance che ha battuto il favoritissimo Sylvester Stallone con la sua interpretazione in 'Il ponte delle spie'. Lascia l'amaro in bocca a 'Sly' questa sconfitta: la vittoria sarebbe stato il coronamento di una lunga carriera, e in più sarebbe arrivata per lo stesso ruolo per cui fu candidato, ma non vinse, nel 1976 con 'Rocky'.

A 'MAD MAX: FURY ROAD' I PREMI 'TECNICI'. Era candidato in dieci categorie diverse e porta a casa ben sei statuette. Tutte, però, nelle categorie considerate 'minori' perchè tecniche. Un grande riconoscimento al lavoro di chi sta dietro le quinte di un grande successo al botteghino. Al film di George Miller sono infatti andati i premi per miglior montaggio, scenografia, costumi, trucco e acconciature, sonoro e montaggio sonoro.

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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