Martedì 10 Ottobre 2017 - 11:00

Legge elettorale, il governo pone la fiducia. M5S: "Da domani due giorni in piazza"

Il testo alla Camera con il nuovo patto a quattro che sembra reggere, mentre le opposizioni alzano le barricate degli emendamenti

Legge elettorale, il governo pone la fiducia. M5S: "Da domani due giorni in piazza"

È il giorno della verità per il Rosatellum. La legge elettorale torna a Montecitorio dove si riparte da dove aveva lasciato quattro mesi fa: l'esame degli emendamenti. Il patto a 4 sempre reggere, ma le opposizioni sono pronte alle barricate. E il governo ha dato autorizzazione alla questione di fiducia, chiesta in mattinata direttamente al premier Paolo Gentiloni.

La risposa del M5s, che si è sempre dichiarato contrario all'ipotesi, non è tardata ad arrivare: "Per anni ci avete detto: 'convocateci in piazza e verremo'. È arrivato il momento! Domani Mercoledì 11 Ottobre alle 13:00, Piazza Montecitorio. Saranno due giorni duri", ha annunciato il candidato premier del M5S Luigi Di Maio. Intanto alcuni attivisti stanno già manifestando fuori dall'aula di Montecitorio. La piazza è di diversa estrazione: Lega, No Vax, movimento di Pappalardo. Diversi gli insulti indirizzati al deputato del M5S Alessandro di Battista: "Che ci fai qua? Vaff...". Di Battista ha tuttavia mantenuto il controllo e ha detto che il popolo fa bene a protestare.

SCHEDA: Cosa prevede il Rosatellum Bis

IL PD HA RICHIESTO LA FIDUCIA.  "Ho chiamato il presidente Gentiloni nella consapevolezza della delicatezza della questione - ha dichiarato il capoguppo democratico Ettore Rosato -  e gli ho chiesto di appore una fiducia tecnica sulla legge elettorale per superare la forzatura regolamentare che vede utilizzare i voti segreti per incrinare il testo. C'è la consapevolezza di tutta la maggioranza che a poche settimane dallo scioglimento del parlamento non possiamo fallire nuovamente sulla legge elettorale e l'unico strumento per dare certezza al percorso dopo un approfondito esame in commissione è quello della fiducia che ha natura tecnica". 

LE REAZIONI POLITICHE. Dura la reazione di Mpd: "Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia", scrive su Facebook il coordinatore Roberto Speranza. "Qui si sta scherzando col fuoco. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. Non voglio credere che sia vero", conclude. 

Dello stesso avviso anche il capogruppo del MoVimento 5 Stelle Simone Valente: "Sarebbe un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini. Il tutto con la complicità di Lega e Forza Italia che, sulla carta, sono all'opposizione, ma che fanno parte di questo grande e vergognoso inciucio contro i cittadin". Pronta la replica di Rosato:  "Nessun atto eversivo. La fiducia è uno strumento regolamentare come il voto segreto. Ritirino i voti segreti e non ci sarà bisogno di mettere la fiducia. Per altro il Parlamento si esprimerà con voto segreto sul testo finale e io sono convinto si concluderà con l'approvazione della legge".

Rincara la dose Luigi Di Maio sul suo profilo Facebook: "Signori, siamo in piena emergenza democratica. Nelle aule parlamentari si sta consumando l'ennesima aberrazione istituzionale: il Pd ha appena dato il suo ok alla fiducia sulla legge elettorale quindi il Parlamento non potrà discuterla. Quello che hanno deciso due o tre capi di partito diventerà legge senza che nessuno possa dire la sua. È un momento critico. Alle 12:00 riuniremo il gruppo parlamentare e decideremo la nostra reazione, che sarà durissima. È un colpo mortale alla democrazia, una violazione delle regole democratiche. Il Rosatellum è una Legge Truffa contro il MoVimento 5 Stelle e contro la volontà dei cittadini. È una legge fatta ad arte per favorire alla prossima legislatura un governo Renzi- Berlusconi, a prescindere da chi vincerà davvero le elezioni. Stanno stravolgendo la legge elettorale a 6 mesi dalle elezioni per provare a fermare la prima forza politica del Paese. Hanno paura dell'effetto che avrebbe la nostra probabile vittoria in Sicilia e ci combattono non con la bontà dei programmi, ma truccando le regole del gioco. L'intento è distruggerci, quello che otterranno sarà rafforzarci. Faranno imbestialire i cittadini. Nei prossimi giorni saremo chiamati tutti a difendere le istituzioni della Repubblica".

Il Carroccio è più comprensivo ma non voterebbe sì: "La Lega - sostiene vice segretario Giancarlo Giorgetti - non potrà ovviamente votare la fiducia al governo ma comprende le motivazioni che hanno portato a questa richiesta. La Lega come già fatto in commissione coerentemente dirà sì alla legge, con voto segreto o palese che sia. Auspichiamo un rapido iter al Senato consapevoli che chiunque lo rallenti evidentemente vuole rinviare la data delle elezioni che si devono tenere invece il più presto possibile". 

"È comprensibile che, a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, la maggioranza che sostiene Paolo Gentiloni chieda al governo di porre la questione di fiducia come strumento per l'approvazione della legge elettorale", sostiene invece Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. "Abbiamo partecipato con convinzione e con senso di responsabilità al dibattito in Commissione su questo nuovo sistema di voto. In quella sede ogni gruppo politico ha avuto l'opportunità di approfondire le questioni più delicate e di proporre modifiche al testo base presentato dal relatore Fiano".

"Già in Commissione abbiamo sostenuto come questa legge elettorale, nello scenario attuale, rappresenti il miglior compromesso possibile - prosegue - Questa riforma serve al Paese per andare al voto in modo ordinato e per avere un sistema elettorale omogeneo tra Camera e Senato, come chiesto in diverse occasioni dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per tutte queste ragioni Forza Italia voterà sì alla legge, pur non partecipando, ovviamente, alla votazione sulla fiducia". 

Le opposizioni sono in rivolta: cartelli alzati dai banchi di Fratelli d'Italia, regolamenti in mano tra i Cinquestelle e pugni sbattuti sui banchi nelle fila di Mdp-Possibile-Si. Il M5S grida 'Vergogna' e "Venduta" all'indirizzo della ministra Anna Finocchiaro e della presidente della Camera Laura Boldrini, dopo la convocazione della capigruppo.
 

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