Giovedì 26 Gennaio 2017 - 15:45

Italicum, Grasso: Serve intesa. Cei: Leggi fatte da magistratura

Galantino stigmatizza la politica: Si salvano banche e non le famiglie, così Paese nelle mane dei populisti

Italicum, Grasso: Necessaria intesa. Cei: Leggi fatte da magistratura

"Un'intesa tra i partiti" sulla legge elettorale "deve esserci. Sono convinto che debba esserci un testo parlamentate su cui i partiti si confrontino. Il Parlamento si deve pronunciare". Così il presidente del Senato Pietro Grasso ha parlato con i cronisti a Palazzo Madama. - "Possono esserci modifiche di breve termine o più lunghe, ma sono convinto che debba esserci un testo parlamentare sui cui i partiti devono concordare", ha aggiunto. "Serve una maggioranza che sia omogenea e armonica e che garantisca la governabilità. Questo è per tutti un valore da difendere".

"Sappiamo quello che è rimasto dopo gli interventi della Consulta sulle due leggi: al Senato c'è il Consultellum,  alla Camera l'Italicum con le parziali pronunce. Cosa comporta? Al momento ci sono parecchie differenze. Per definizione uno Stato non può stare senza legge elettorale ma ci sono. C'è un premio per la lista alla Camera, al Senato ci sono le coalizioni. Le soglie di sbarramento sono diverse. Ci sono soglie di  sbarramento diverse, le preferenze, infine i capilista nominati. Oppure le pluricandidature con sorteggio alla Camera" ha precisato Grasso dopo la pronuncia della Consulta.

"Bisogna sedersi attorno ad un tavolo e trovare le soluzioni che la politica deve mettere insieme per ridurre le differenze che determinano la probabilità di maggioranze non eguali. Il Parlamento deve fare in modo di superare queste differenze, si può fare in un giorno o in una settimana o nel tempo necessario per una maggioranza condivisa", ha sottolineato.
 

E oggi c'è stato anche il duro affondo del segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, presentando la relazione finale della commissione permanente dei vescovi italiani. "È sotto gli occhi di tutti che ci siano due leggi elettorali frutto del lavoro della magistratura. La politica non salti subito dalla sedia per decidere quando votare, ma si interroghi sui motivi, perché non è un fatto normale che la magistratura intervenga sull'amministrazione. Vuol dire che la politica non ha fatto bene il suo mestiere"

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  • redazione web
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