Sabato 28 Ottobre 2017 - 08:00

Post referendum, Lega cambia nome: via la parola 'nord' dal simbolo

Lo ha fatto sapere Salvini in merito al percorso post referendum per l'autonomia, alla fine della riunione del Consiglio federale

Conferenza Salvini dopo il voto del referendum per l'autonomia lombarda

Tutti allineati nella Lega su un simbolo elettorale unico per tutta Italia, senza la parola 'nord'. Lo ha fatto sapere il segretario federale della Lega Matteo Salvini, al termine della riunione del consiglio federale alla sede del Carroccio di via Bellerio a Milano. Un consiglio durato circa un paio d'ore, a cui ha partecipato anche il vicesegretario della Lega Nord Lorenzo Fontana.

Nel quartier generale del Carroccio al centro della riunione c'è stata naturalmente la questione della trattativa dopo il referendum sull'autonomia che - spiega Salvini - "sarà gestita dai due governatori, quello della Lombardia Maroni e del Veneto Zaia. "Tra i due c'e' accordo su come trattare col governo centrale", ha detto il segretario leghista, in merito al percorso post referendum per l'autonomia, alla fine della riunione del Consiglio Federale, alla quale hanno partecipato per un'ora circa anche i governatori Luca Zaia e Roberto Maroni, oltre al presidente del Carroccio Umberto Bossi.

Salvini ha detto che le negoziazioni e i modi in cui saranno condotte le trattative post referendum col governo nazionale per le maggiori competenze alle due regioni "saranno gestite dai due governatori del Veneto e della Lombardia", delineando così una scelta da parte della Lega di fare un passo indietro e lasciare il campo su questa vicenda ai Presidenti delle due Regioni in cui domenica si è svolta la consultazione referendaria. Il vicesegretario Fontana, a LaPresse, ha confermato la concordia di Zaia e Maroni che dovranno andare a iniziare il negoziato per le maggiori competenze con l'esecutivo del dem Paolo Gentiloni, "un percorso che avrà comunque delle peculiarità legate alle specificità delle due regioni". L'augurio del numero due della Lega ed europarlamentare è che, nella prospettiva di un voto politico di primavera, Veneto e Lombardia potranno poi trattare con un "governo nazionale amico" dal punto di vista del colore politico.

Per Maroni intanto è iniziata la corsa contro il tempo. Il Consiglio regionale lombardo dovrà votare il 7 novembre la risoluzione che avvierà il confronto con lo Stato per avere una maggiore autonomia sulle 23 materie previste della Costituzione. "Voglio che la risoluzione sia approvata all'unanimità, per tutte e 23 le materie", ha detto il presidente della Regione Lombardia. Intanto il governatore del Veneto Zaia ha annunciato: "Per la trattativa sull'autonomia tra Regione e governo ho designato ieri cinque docenti universitari, esperti in materie giuridiche, economiche e fiscali: Mario Bertolissi e Luca Antonini, ordinari di Diritto costituzionale a Padova; Carlo Buratti, ordinario di Scienza delle finanze a Padova; Dario Stevanato, ordinario di Diritto tributario a Trieste; Andrea Giovanardi, associato di Diritto tributario a Trento". A ruota oggi un altro annuncio del leghista Zaia su fb: "Ho costituito formalmente la Consulta del Veneto per l'Autonomia, cui partecipano 34 soggetti in rappresentanza delle Autonomie Locali (Anci-Upi-Uncem), delle categorie economiche e produttive del territorio, delle forze sindacali e del terzo settore, del mondo dell'Università e Ricerca, e di altri organismi espressione di interessi diffusi a livello regionale, in modo da garantire la più ampia rappresentatività.Prima convocazione venerdì 3 novembre alle 9".

Scritto da 
  • Laura Carcano
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