Sabato 29 Ottobre 2016 - 09:45

Lecco, viceministro Nencini: Crollo cavalcavia? La natura non c'entra

Un tir è caduto sulla statale 36 sottostante schiacciando due auto. C'è una vittima

Lecco, Nencini: Crollo cavalcavia? Natura non c'entra

Sulla vicenda "lavorerà una commissione di inchiesta. Per ora un abbraccio a chi ha perso il suo caro e ai familiari dei feriti. Dobbiamo fare in fretta per accertare le responsabilità. Qui la natura c'entra molto poco. Chi ha la responsabilità deve portarne la pena". Così il viceministro alle Infrastrutture e ai trasporti, Riccardo Nencini, che ieri sera ha fatto un sopralluogo nella zona coinvolta dal crollo del cavalcavia, in provincia di Lecco, all'altezza di Annone Brianza, dove un tir alle 17.20 è caduto sulla strada statale 36. Il bilancio è di almeno un morto. (GUARDA LA GALLERY)

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Il primo a dare l'allarme era stato un cantoniere dell'Anas, Tindaro Sauta. "Mi è arrivata alle 13.30 - ha raccontato - una chiamata dalla sala operativa per venire al km 41.200 perché era stata segnalata la caduta di calcinacci dal viadotto. Io mi trovavo a qualche chilometro da qua, a Garbagnate, mi sono subito precipitato. Dopodiché è arrivata la polizia stradale, a cui ho comunicato che avrei chiuso la corsia di marcia per i calcinacci e avrei contattato i miei superiori per fare un sopralluogo e decidere il da farsi".

"La statale - ha aggiunto - contatta la Provincia e io dico che serve chiudere anche di sopra (sp 49, ndr), non far passare nessuno. Arrivano due addetti della Provincia a cui dico: 'Secondo me, bisogna chiudere, almeno un paio d'ore, finché capiscono i miei superiori di che cosa si tratta. Un funzionario della provincia mi dice: 'Ma sa, ci vogliono due righe scritte, l'ordinanza'. Rispondo: 'Io non faccio righe scritte o ordinanza. Secondo me, la strada è da chiudere, perché potrebbe esserci qualche problema'. Ma io mio sapere si ferma lì. Per quello ho chiamato i miei superiori".

 "Io - ha detto ancora Sauta - ho chiuso la corsia con i mezzi che avevo a disposizione al momento. Ho contattato la nostra ditta di manutenzione e avevo già messo l'apposita segnaletica che dirottava il traffico sulla corsia di sorpasso. Io ho visto cadere il viadotto alle 17.20. L'unica cosa che sono riuscito a fare: ho visto una bambina che tiravano fuori da una macchina e mi sono precipitato per dare una mano a chi vedevo che riusciva a venire fuori dalla macchina. Io sono saltato sul guardarail e ho preso in braccio la bambina, dopo che il papà l'aveva tirata fuori dalla macchina, è l'ho portata giù, distante, perché la macchina sembrava che prendesse fuoco. Poi il marito ha preso la moglie e io l'ho presa in braccio e l'ho stesa a terra. Avrei voluto fare di più, tirare su il viadotto con le mie mani, ma non riuscivo", ha concluso con amarezza l'addetto dell'Anas.

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