Martedì 28 Marzo 2017 - 14:00

Tensione al cantiere gasdotto Tap: polizia carica manifestanti

I manifestanti protestano dopo il via libera ai lavori all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato

Lecce, scontri al cantiere del gasdotto Tap: la polizia carica manifestanti

Scontri al cantiere Tap di Melendugno, in provincia di Lecce: secondo quanto si apprende la polizia ha sgomberato il blocco di circa 300 manifestanti che stavano protestando contro l'espianto degli ulivi sul tracciato dove dovrebbe sorgere il micro-tunnel del gasdotto. L'azione è arrivata a seguito del via libera ai lavori da parte del ministero dell'Ambiente e all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto i ricorsi della regione Puglia e del comune di Melendugno. E' stato, dunque, ritenuto legittimo l'iter autorizzativo per la realizzazione del gasdotto della Trans Adriatic Pipeline (Tap) che approderà a San Foca, nel Salento.

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FRATOIANNI: INACCETTABILE. "Quello che e' avvenuto poco fa a Melendugno e' inaccettabile. Caricare sindaci, consiglieri regionali, anziani e ragazzini non e' degno di un Paese civile. Il governo ne e' responsabile e ne dovra' rendere conto in Parlamento. Le  autorita' di Pubblica Sicurezza responsabili di questo capolavoro lo  dovranno spiegare al Paese. Ora si riporti il confronto su un terreno di dialogo". Lo afferma Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana dopo quanto e' successo nel Salento al cantiere Tap.

MONSIGNOR MACCULI: GENTE SCAVALCATA. Pur non sbloccando il fermo imposto lo scorso 21 marzo al cantiere, la sentenza segna un ulteriore punto a favore della multinazionale in una battaglia amministrativa che da cinque anni vede Regione Puglia e Comune di Melendugno impegnati per fermare l'infrastruttura che porterà in Italia il gas dell'Azerbaijan (partendo dal mar Caspio e attraversando Turchia, Grecia, Albania e mare Adriatico, con forniture attive dal 2020). Il nodo della questione, spiega al Sir mons. Nicola Macculi, direttore dell'Ufficio pastorale sociale e del lavoro dell'arcidiocesi di Lecce, "non è che il gasdotto non si faccia - nessuno lo mette in discussione -, ma che venga trasferito in un'altra area, come potrebbe essere quella industriale a sud di Brindisi, dove l'impatto ambientale sarebbe decisamente più contenuto".

 

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