Venerdì 05 Maggio 2017 - 08:45

Le Pen fiduciosa: Sono Davide contro Golia, ma sorpresa possibile

La candidata del Front National attacca il rivale Macron: "E' arrogante" e "maleducato"

Le Pen fiduciosa: Sono Davide contro Golia, ma sorpresa è possible

"Siamo Davide contro Golia. Una divina sorpresa è possibile. Ma è stata una campagna durissima". Così Marine Le Pen, in un'intervista al Corriere della Sera, risponde alla domanda se pensi davvero di potere vincere al secondo turno delle presidenziali francesi che si terrà domenica 7 maggio. "Non c'è un'associazione che non si sia schierata contro di me. Tutte, pure il club dei giocatori di bocce, la compagnia dei cuochi della domenica... Scherzi a parte, i presidi delle facoltà mandano mail minatorie agli studenti, i sindaci sono scatenati. I giornali poi non hanno vergogna. Non ce n'è uno, dico uno, che mi sostenga", afferma la candidata del Front national, che attacca il rivale Emmanuel Macron definendolo "arrogante" e "maleducato". Tornando sul dibattito tv di mercoledì sera dice: "Alla fine ero indignata. Ma ho preferito sorridere piuttosto che fare la faccia feroce. Però ero davvero furibonda. Quell'uomo è arrogante. Maleducato. Mi ha detto dieci volte che dico 'stupidaggini', poi che dico 'grosse stupidaggini'. Ma come si permette? Così gli ho risposto che il gioco del professore e dell'allieva non mi diverte".

In Italia "ho diversi interlocutori. Il primo è Matteo Salvini. Gli ho detto molte volte: fai una lista sovranista, per la dignità nazionale. Tu sei forte al Nord; trova un alleato al Sud", prosegue. Le Pen dice di avere dato "un bel consiglio al mio amico Salvini". Sempre a proposito del panorama politico italiano, definisce Daniela Santanché "una cara amica" e aggiunge che "il movimento di Giorgia Meloni è interessante". "Anche se - precisa - quando vengo da voi, ho l'impressione che ogni italiano fonderebbe il suo movimento". Quanto a Beppe Grillo: "Non lo conosco", dice Marine Le Pen. "So che il suo movimento condivide la critica a Bruxelles e alla moneta unica. Ma nel Parlamento di Strasburgo con loro è impossibile lavorare: sono tutti pro-immigrazione".

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