Sabato 21 Gennaio 2017 - 16:30

Le donne contro Trump: oltre 670 marce in tutto il mondo

Da Washington a Tokyo, passando per Berlino: 2 milioni e mezzo i manifestanti scesi in strada a difesa dell'uguaglianza di genere

Le donne contro Trump: oltre 670 marce in tutto il mondo

Migliaia di persone hanno iniziato a concentrarsi nelle strade del centro di Washington per partecipare alla 'Marcia delle donne' contro il nuovo presidente Usa Donald Trump. Gli organizzatori si attendono circa 250mila persone, convocate in difesa della diversità, dell'uguaglianza e dei diritti delle donne che, sostengono, siano minacciate dal nuovo capo della Casa Bianca. Secondo quanto ha potuto verificare Efe, dalle prime ore dalla giornata, le stazioni della metro di Washington e l'area metropolitana sono piene di persone che prenderanno parte alla manifestazione. Tra le principali promotrici anche attrici famose come Scarlett Johansson, Katy Perry, Julianne Moore e America Ferrera.

In tutto il mondo sono oltre 670 le marce previste, secondo quanto riporta il sito ufficiale dell'evento che prospetta 2 milioni e mezzo di manifestanti. In Europa, duemila persone hanno manifestato a Vienna, secondo stime della polizia e degli organizzatori, con temperature sotto lo zero. Un migliaio di persone hanno protestato invece Ginevra, in Svizzera. Marce si sono tenute anche in altre grandi città come Berlino, Parigi, Roma e Amsterdam.

La protesta anti-Trump è andata in scena anche a Milano. Si sono riunite in piazza della Scala almeno un centinaio di persone, tra cittadine statunitensi e femministe italiane. Tra i cartelli esposti, 'Defend dignity', 'Love not hate', 'Hear our voice', 'Women's rights are human rights and human rights are women's rights', slogan di Hillary Clinton in campagna elettorale, e 'Dump (scarica, ndr) Trump'. 

Gli organizzatori della marcia di oggi, che si è tenuta anche in molti altri Paesi, dall'Australia al Giappone, hanno assicurato la presenza di ingenti forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei partecipanti. L'evento, nato da un'idea di una nonna hawaiana Teresa Shook, è visto come una possibilità per le donne e gli uomini, che si ritengono 'femministi', di esprimere il proprio dissenso alla vittoria del magnate repubblicano. Ma tra le motivazioni della protesta non vi è solo la contrarietà alla retorica sessista del presidente: centrale è anche la difesa della riforma sanitaria varata da Barack Obama, il cosiddetto Obamacare, che Trump ha promesso di abrogare.

A marciare vi saranno anche dozzine di membri di vari gruppi in difesa dei diritti. Shannon Watts, leader del gruppo Mamme per il controllo delle armi, ha confermato la partecipazione di oltre 100 membri. "La violenza delle armi è un problema delle donne", ha dichiarato spiegando che negli Stati Uniti le donne hanno 16 volte in più la probabilità di essere vittima di violenza per armi da fuoco rispetto ad altre nazioni.
Presenti anche gruppi come 'Emily's List', che supporta le candidate democratiche. "So che domenica mattina non sarà cambiato nulla ma penso che per le persone sia importante comunque esserci oggi", ha commentato Erica Eisdorfer, originaria di Carrboro, in North Carolina.

 

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