Domenica 23 Ottobre 2016 - 09:00

L.Bilancio, Padoan: Ue scelga da che parte stare, se boccia è la fine

Ministro dell'Economia attacca Bruxelles: Italia chiede deficit al 2,3% per terremoto e migranti, un problema di tutta Europa

Ministro economia Pier Carlo Padoan

"L'Europa deve scegliere da che parte stare. Può accettare il fatto che il nostro deficit passi dal 2 al 2,3 per cento del Pil per far fronte all'emergenza terremoto e a quella dei migranti. Oppure scegliere la strada ungherese, quella che ai migranti oppone i muri, e che va rigettata. Ma così sarebbe l'inizio della fine". Lo dice il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervistato da La Repubblica.

In merito al decreto fiscale, il ministro spiega sulle pagine del quotidiano che "è stato appena licenziato e inviato al Quirinale,mentre per la legge di bilancio bisognerà attendere ancora qualche giorno. Ma non crediate che sia sospesa in attesa di indicazioni o telefonate da Bruxelles: si tratta solo di un lavoro di contabilità e di coordinamento per la Ragioneria generale dovuto alla nuova normativa". 

La Commissione euroopea sembra voler concedere all'Italia solo il 2,2 % nel rapporto deficit-Pil, mentre l'Italia chiede per affrontare il tema dell'accoglienza migranti che riguarda tutta l'Europa il 2,3%, un punto percentuale che si traduce però in diversi miliardi. ""Dal 2011 in poi l'Italia ha speso miliardi e miliardi per affrontare un'emergenza migranti che non era e non è un problema solo suo, ma dell'intera Unione. E nessuno ci ha finora riconosciuto questo impegno economico. Qualche mese fa alla Turchia sono stati riconosciuti dall'Europa 3 miliardi proprio per far fronte all'emergenza migranti.L'Italia ha speso più di tutti per questa emergenza e ha reso un servizio agli altri Stati, ha difeso un "bene pubblico" comune. o dice anche il documento appena uscito dal vertice di Bratislava, dove si parla espressamente del peso della questione migranti sui paesi meridionali dell'Europa. È un problema politico, che riguarda il futuro del continente".

I dubbi di Bruxelles però riguardano anche la questione della crescita, e la stima anche per il prossimo anno dell1%, a questo proposito, Padoan precisa nell'intervista a LaRepubblica che si tratta di "una stima prudente, del resto anche l'Ufficio parlamentare di bilancio l'ha validata alla luce delle misure contenute nella manovra. Si parla poco del cuore della manovra dove ci sono gli interventi sulle imprese e sulla produttività che hanno un forte effetto sulla crescita". 

 

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