Mercoledì 30 Dicembre 2015 - 14:15

Lavoro, Squinzi: Senza impresa non si riparte e lo dico al governo, serve progetto Paese

"Abbiamo bisogno, ed è sicuramente alla nostra portata, di un nuovo 'Progetto Paese'. Non grandi fughe in avanti, ma programmi concreti e misurabili" sostiene il numero uno di Confindustria

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"Ai ragazzi italiani dico preparatevi e studiate le lingue, e ricordatevi che l'impresa è il vostro futuro: perché senza impresa questo Paese non ripartirà. E dico lo stesso anche al Governo, senza impresa non si riparte". Così Giorgio Squinzi, presidente Confindustria, a margine del 22esimo Orientagiovani in corso a Milano, a chi gli chiedeva un consiglio da dare ai giovani per trovare lavoro. "I giovani italiani sono assolutamente preparati, il problema vero è che non riusciamo a dare una speranza a tutti i ragazzi che escono dalle scuole" aggiunge Squinzi, che però ricorda anche come "la situazione economica è quella che è, e poi credo che non ci sia ancora una determinazione così forte ad andare nella direzione delle industrie e del manifatturiero". "Noi comunque siamo pronti e ce la metteremo tutta per assorbire il più possibile chi esce dalle nostre scuole" conclude Squinzi.

CRISI DI VALORI. "Il lavoro e la sua concretizzazione, l'economia sono componenti insostituibili di una società che in questa fase storica deve ritrovare in larga parte sé stessa, scossa da una crisi dei valori prima ancora che dalle difficoltà dei mondi produttivi e dei mercati", ha sottolineato Squinzi. "Nel nostro Paese abbiamo già tecnologia, esperienza, impresa e ricerca, ma siamo anche consapevoli che si deve fare molto di più" aggiunge.

 

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DIASPORA GIOVANI. "Noi abbiamo fatto troppo poco come Paese e il doloroso segno di questo arretramento, è una diaspora dei migliori e più competitivi, che lasciamo un Paese avaro, che non sa trattenerli", ha sottolineato il presidente di Confindustria. "Da tempo sto insistendo sulla necessità assoluta di ritornare a una visione industriale per l'economia del Paese. Un'industria moderna fondata sulla conoscenza e sulla sua trasformazione in valore economico" aggiunge Squinzi, spiegando che "non possiamo concepire una politica industriale se non strettamente connessa ad una politica dell'educazione in senso lato".
 

PROGETTO PAESE. "Abbiamo bisogno, ed è sicuramente alla nostra portata, di un nuovo 'Progetto Paese'. Non grandi fughe in avanti, ma programmi concreti e misurabili, in un arco di tempo realistico, con quella creatività che ci fa riconoscere e apprezzare nel mondo, che può rigenerare l'esistente e costruire nuovo futuro".

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