Sabato 20 Febbraio 2016 - 23:00

La sindaca di Lampedusa: 'Fuocoammare' può fare la differenza

Giusi Nicolini spiega a LaPresse: Se cambia la percezione di questo dramma, la politica dovrà agire di conseguenza

Giusi Nicolini

E' festa a Lampedusa per il premio ricevuto alla Berlinale da Gianfranco Rosi, che proprio sull'isola ha ambientato il suo 'Terrammare'. Il regista ha trascorso a Lampedusa circa un anno, durante il periodo delle riprese, per conoscere da vicino la realtà che andava a documentare. "Spero che questo film possa smuovere l'opinione pubblica", dice a LaPresse la sindaca di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini. "Diciamo le cose come stanno: in politica c'è chi alimenta la paura perché teme di perdere voti: ma se cambia la percezione di questo dramma, se la gente non ha più paura e vince la logica dell'accoglienza, dovrà cambiare anche la politica, dovrà comportarsi di conseguenza di fronte alle richieste dei cittadini".

 

Cosa ha provato all'annuncio della vittoria di Rosi?

Sono emozionatissima, è una cosa enorme sia sul piano artistico ma anche per Lampedusa, i lampedusani e per la causa.

 

Perché?

Perché questo dramma finalmente emerge in una luce diversa, su uno scenario mondiale di grandissimo prestigio e credo possa aiutare tantissimo a capire di di cosa stiamo parlando, di cosa abbiamo vissuto e viviamo ancora oggi noi qui a Lampedusa, ma anche sulla rotta balcanica che oggi è quella dove la situazione è più grave.

 

Il premio a 'Fuocoammare' arriva in un momento in cui in Europa si parla di muri e confini.

Sembra sempre più assurdo come l'Europa tratta la tragedia dei migranti. E' una cosa veramente insopportabile.

 

In che modo la vittoria di Rosi può influenzare le politiche dell'accoglienza?

Credo possa fare molto, perché ritengo importantissima la pressione dell'opinione pubblica. E anche grazie a questo film può andare finalmente in un senso diverso.

 

Rosi è stato a lungo a Lampedusa. Com'è stata questa convivenza?

Ci manca tantissimo, e credo che anche lui senta la nostra mancanza. Lui ci ha messo l'anima in questo film, è stato qui, ha vissuto con noi. E finalmente è riuscito a portare uno sguardo nuovo su Lampedusa, non sensazionalistico.

 

Qual è per lei il significato di 'Fuocoammare'?

Quello che l'isola nel suo disagio quotidiano ha dato prova che essere umani è possibile. Spero che sia questo il messaggio.

 

Ha già sentito Rosi?

No, ma lo sentirò al più presto per fargli i complimenti. E lo vedrò a Roma il 3 marzo, alla cerimonia istituzionale con la proiezione del suo film.

Scritto da 
  • Antonella Scutiero
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