Giovedì 07 Dicembre 2017 - 19:30

La Prima della Scala di Milano, tra vip e proteste

Inaugura la stagione scaligera 2017/2018 con Andrea Chénier, l'opera di Umberto Giordano

Prima della Scala, Andrea Chénier di Umberto Giordano inaugura la stagione

Undici minuti di applausi a scena aperta per la Prima dell'Andrea Chénier, il capolavoro di Umberto Giordano, diretto dal maestro Riccardo Chailly e con la regia di Mario Martone, che ha aperto la stagione del Piermarini. L'opera, giudicata difficile, ha convinto tutti.

Apprezzamenti sono arrivati anche dai loggionisti, che alla vigilia avevano espresso perplessità sull'interprete principale, il tenore Yusif Eyvazov, marito della protagonista Anna Netrebko che impersonava Maddalena de Coigny. Al termine della rappresentazione, però, sulla scena sono piovuti fiori e coriandoli dorati e il pubblico ha richiamato più volte il cast in teatro, facendo riaprire il sipario.

Entusiasmo condiviso anche dagli ospiti del palco reale, che sono andati a salutare gli artisti durante l'intervallo. Fra gli altri la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, che é arrivata al Piermarini accompagnata dal fratello Emmanuel, i ministri Dario Franceschini, Claudio De Vincenti, Pier Carlo Padoan, il prefetto Luciana Lamorgese e il sindaco Giuseppe Sala, che hanno incontrato il regista Mario Martone, i cantanti, per trasferirsi poi nel camerino del direttore Riccardo Chailly.

A tenere banco, nel foyer e in sala, prima dello spettacolo é stata l'assenza dei politici. Per il secondo anno di fila, non sono arrivati a Milano per il 7 dicembre il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Hanno disertato l'appuntamento anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e, all'ultimo momento, il presidente del Senato Pietro Grasso. Assenze che il primo cittadino ha 'giustificato': "Mi hanno chiamato tutti - ha detto - sono tutti impegnati in questo momento politico delicato"."Il 7 dicembre tutto il mondo si collega con Milano e guarda la Scala", gli ha fatto eco il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. E infine il governatore lombardo Roberto Maroni: "Ci siamo noi ed è quello che conta. Roma ci snobba? Va bene così, viva Milano".

Tra il parterre della Scala, come ogni anno, i protagonisti del mondo della finanza, dal presidente della Fiat John Elkan, al numero uno di Vivendi e Telecom Arnaud de Puyfontaine. Presente anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, che "spera" che si possa raggiungere un accordo con il gruppo francese prima dell'udienza fissata per il 19 di dicembre davanti al Tribunale di Milano per l'affaire Mediaset Premium e per il tentativo di scalata al Biscione.

Habituée del 7 dicembre sono la presidente di Eni Emma Marcegaglia, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Tra gli ospiti anche il numero uno di Ubi Banca Victor Messiah, il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, il numero uno di Cdp Claudio Costamagna e il presidente della Consob Giuseppe Vegas.In platea anche l'ex premier Mario Monti e il presidente dell'Anac Raffaele Cantone. Tra le dive del cinema, Margherita Buy e Matilde Gioli e per il piccolo schermo la show girl Natasha Stefanenko. I milanesi hanno potuto assistere all'opera da un maxi schermo nell'Ottagono della Galleria, presidiata da agenti e metal detector e da una serie di location, tra cui biblioteche, il teatro Dal Verme, il carcere Beccaria e diversi punti della città, grazie all'iniziativa della 'Prima diffusa'.

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Oltre 900 gli agenti schierati per garantire la sicurezza nel centro della città. Blindatissima anche piazza della Scala. Le transenne lasciavano libera solo una striscia davanti a Palazzo Marino. Antagonisti, Cub, Unione Inquilini e altre sigle hanno messo in scena una protesta colorata e contenuta. Tanti gli striscioni, 'People before profit' tra gli altri. Tanta anche la musica, con la Banda degli ottoni e le canzoni tipiche delle manifestazioni.

"La prima della Scala non può trasformarsi, ogni anno, nella sfilata del lusso per pochissimi", hanno gridato i giovani del centro sociale Cantiere che hanno messo in scena una sfilata alternativa, del 'Mutuo soccorso': sulla passerella studenti, precari, comitati degli inquilini, tra i simboli, della Milano colpita dalla crisi che ancora stenta a riprendersi. Forti anche le critiche al presidente Donal Trump e alle sue scelte strategiche in Medio Oriente. La Palestina "deve essere libera, Gerusalemme non è la capitale di Israele", era uno degli slogan.

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Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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