Giovedì 29 Settembre 2011 - 09:01

La lettera della Bce: 'Fate così e subito'

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Roma, 29 set. (LaPresse) - Allineare l'età pensionistica delle donne nel settore pubblico e privato, ridurre gli stipendi dei dipendenti pubblici, rafforzare la contrattazione aziendale, rivedere le regole sui licenziamenti, introdurre un meccanismo di tagli automatici alla spesa sociale in caso di aumento del deficit, privatizzare "su larga scala" i servizi pubblici locali, e persino abolire le Province. Sono le prescrizioni della Bce al Governo italiano contenute nella lettera inviata da Francoforte a Roma il 5 agosto 2011, pubblicata oggi dal Corriere della sera. Ordini dettagliati, che la Bce chiede esplicitamente di eseguire attraverso un decreto legge da convertire rapidamente con un passaggio in Parlamento e poi da scolpire nel Paese con una riforma costituzionale. Ordini che il governo ha prontamente eseguito. Con questa obbedienza l'esecutivo ha guadagnato la benevolenza della Bce, che ha acquistato i titoli di Stato italiani e non li ha fatti crollare. Una missiva, nei contenuti e nella forma, che sembra indicare il commissariamento della politica italiana alle radici, a partire dall'assetto istituzionale, da parte della Bce.

"Il Consiglio direttivo - scrive la Bce - ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali. Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti".

"Le sfide principali - prosegue il testo - sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro". Per affrontare queste sfide la Bce chiede esplicitamente l'anticipo al 2013 del pareggio di bilancio: occorre, scrive infatti, "anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa".

E per arrivare a questo la Bce chiede riforme strutturali del mercato del lavoro, col rafforzamento della contrattazione aziendale e la revisione delle norme di licenziamento: "C'è anche l'esigenza - si legge nel documento - di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali - concede l'istituto europeo - si muove in questa direzione".

Inoltre "dovrebbe essere adottata - prosegue la lettera - una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi". La Bce non lascia fuori neanche la questione, che fu al centro dei referendum, della liberalizzazione dei servizi pubblici locali: occorre, scrive l'istituto, "la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala".

La Bce detta anche le condizioni sulle pensioni e persino sugli stipendi dei dipendenti pubblici, chiedendo di "intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi".

Non solo, ma la Bce chiede anche l'introduzione di un meccanismo automatico di tagli delle spese: "Andrebbe introdotta - scrive - una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali". E ancora non basta, perchè i banchieri intervengono anche sulla questione dell'assetto istituzionale: "C'è l'esigenza - scrivono - di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province)".

Dopodichè l'affondo: questi non sono consigli, fa capire la Bce. Sono ordini e vanno eseguiti d'urgenza, per decreto, che andrà convertito entro settembre: "Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio".

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