Mercoledì 15 Novembre 2017 - 20:15

La fragile difesa di Tavecchio: una superpanchina per salvare la poltrona

Il presidente della Figc prova a resistere puntando su un nome altisonante (Ancelotti? Conte?) come nuovo Ct. Ma rischia di trovarsi isolato

FIGC, consiglio federale dopo l'eliminiazione dell'Italia ai prossimi mondiali di Russia

Nel curioso, bislacco, tragicomico post-trombatura mondiale, non stupisce che a pagare sia stato - per adesso - solo Gian Piero Ventura. Il quale, come recita un algido comunicato federale, non è più l'allenatore dell'Italia: onestamente, sarebbe stato difficile immaginare il contrario in capo a quanto è successo e alla scarsa sintonia che ormai c'era con lo spogliatoio. A suo modo, Ventura è riuscito a fare la storia, catastrofica, della Nazionale: crediamo che la sua carriera sia finita lunedì scorso, a San Siro, contro la Svezia. Non se ne sentirà la mancanza.

Non è ancora chiaro invece chi raccoglierà la sua eredità e - peggio ancora - chi eserciterà il diritto di scelta. Carlo Tavecchio, infatti, ha ribadito di non aver alcuna intenzione di togliere il disturbo. La strategia è chiara e fragile, perché il 'sciur presidente' sente il rumore dei tanti nemici alle spalle: per lunedì prossimo ha convocato il Consiglio federale, all'interno del quale chiederà la fiducia alle varie componenti, giocandosi la carta di un ct dal cognome altisonante: Ancelotti o Ranieri o addirittura Conte (bis), tecnici con ingaggi improponibili per la Federcalcio, dai tre milioni di euro insu. Qualcuno abboccherà?

Ma è tutt'intorno a Tavecchio che il terreno sta franando. Damiano Tommasi, nella veste di sindacalista dei calciatori, appreso che il presidente federale non se ne sarebbe andato, ha lasciato anzitempo l'allegra brigata e ha invocato nuove elezioni; Giovanni Malagò, capo del Coni, aveva già preso la mira subito dopo l'eliminazione; il ministro Luca Lotti è stato molto chiaro nell'esplicitare i suoi desiderata; c'è persino chi (Scotto, Mdp) ha chiesto un'interrogazione parlamentare per ottenere le dimissioni Tavecchio.

Quando la politica entra a gamba tesa nel mondo dello sport non basta usare i parastinchi: e Tavecchio lo sa. Per tacere, poi, della battaglia che stanno portando avanti i media per il rilancio del calcio italiano attraverso facce diverse. Purtroppo, però, nelle stanze di via Allegri continuano a transitare i soliti personaggi, ultrasettantenni appartenenti alla vecchia nomenklatura. Conviene comunque attrezzarsi per piccole e grandi manovre. Il presidente della Lega nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, potrebbe rappresentare l'ago della bilancia nel prossimo Consiglio federale. Se a Tavecchio venisse a mancare il suo appoggio andrebbe in minoranza e verrebbe messo all'angolo. Ma di qui a lunedì molte cose possono succedere e molte grida possono levarsi: nelle piazze e nei palazzi della politica.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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