Venerdì, Febbraio 26, 2016 - 14:45

L’esempio di Van Gaal mentre in Italia i giovani restano a guardare

Rashford in Manchester United v FC Midtjylland di UEFA Europa League

Giovedì sera il Manchester United ha travolto i danesi del Midtjylland grazie a due gol del 18enne Marcus Rashford e si è qualificato per gli ottavi di finale dell’Europa League. Non solo, il baby attaccante inglese a 18 anni e 117 giorni è diventato il più giovane giocatore dei Red Devils a segnare nelle coppe europee soffiando il primato ad ‘un certo’ George Best. A gettare Rashford nella mischia in una partita forse decisiva per il suo futuro da manager del Manchester Utd è stato Louis Van Gaal. 

 

Il tecnico olandese ha ancora una volta dimostrato come il puntare sui giovani alla lunga paga sempre, anche se c’è a rischio il proprio lavoro. E sì, perché se ieri i Red Devils non fossero riusciti a ribaltare l’1-2 subito in Danimarca l’ex tecnico dell’Ajax avrebbe fatto le valigie con qualche mese di anticipo. Non è un mistero, infatti, che a fine stagione anche se con un anno ancora di contratto, quasi certamente sarà rimpiazzato da Jose Mourinho. Molti lo considerano arrogante e antipatico ma certamente Van Gaal è un vincente ed è uno che non ha paura di lanciare i giovani. All’Ajax ha vinto una Champions League con una squadra infarcita di ragazzini come Seedorf, Davids, Kluivert e i gemelli De Boer. Al Barcellona è stato il mentore di Xavi, Iniesta e Puyol, al Bayern Monaco ha forgiato due punti fermi della Germania campione del Mondo nel 2014: Thomas Müller e Bastian Schweinsteiger. 

 

Non ha mai allenato in Italia per svariati motivi, sicuramente uno è che difficilmente sarebbe sopravvissuto all’usanza tipicamente nostrana di non saper aspettare. Ve lo immaginate Van Gaal sulla panchina dell’Inter (o di qualsiasi altra squadra, sia chiaro) mettere in campo un giovane della Primavera e magari perdere un derby? Apriti cielo, probabilmente verrebbe fatto immediatamente salire sul primo aereo per l’Olanda. E si, perché da noi per i giovani non c’è spazio in Serie A. Sono rare le eccezioni: quest’anno Mihajlovic ha avuto il coraggio di affidare la porta del Milan al 16enne Gianluigi Donnarumma. Ma gli stessi rossoneri sono quelli che dopo averlo lanciato si sono liberati con troppa fretta di un talento come El Shaarawy. La Roma si è privata di Romagnoli (e qui ancora bravo il Milana puntarci) per poi ritrovarsi con una difesa a tratti imbarazzante per pochezza tecnica dei suoi elementi. 

 

La Juve è una delle poche società di alto livello ad investire seriamente nei giovani, vedi Sturaro lanciato nella mischia da Allegri lo scorso anno contro il Real in una semifinale di Champions e dopo un anno decisivo nel 2-2 contro il Bayern Monaco. I bianconeri hanno puntato su Zaza, anche se a 24 anni è difficile definirlo ancora un giovane, controllano Domenico Berardi e a gennaio hanno messo le mani su Rolando Mandragora. Ma anche i quattro volte campioni d’Italia non hanno saputo intuire fino in fondo il talento di Marco Verratti, trattato a lungo con il Pescara e poi lasciato andare al Paris Saint-Germain (per tanti soldi, c’è da dire).  E per fortuna con Maurizio Sarri al Napoli sembrano aver trovato la definitiva consacrazione i talentuosi Lorenzo Insigne e Jorginho. 

 

La Nazionale è quella che più di tutti ne paga le spese, visto che ad ogni tornata di convocazioni il ct Antonio Conte deve fare i salti mortali per trovare giocatori di talento e di prospettiva. La Nazionale U21 da sempre fiore all’occhiello del nostro calcio è da anni infarcita di giocatori che militano quasi tutti in Serie B o se va bene in squadre di media fascia in Serie A. Sono queste società, infatti, le uniche a puntare ancora sui nostri ragazzi: vedi il Sassuolo, l’Empoli o altri rari esempi. Il presidente della Figc Carlo Tavecchio ha promesso investimenti, la nascita di centri federali in varie parti d’Italia per scovare talenti, ma la maggior parte delle squadre di Serie A preferisce andare a cercare giovani a basso costo in Sud America, in Africa o in altre parti del Mondo. Se poi anche il commissario tecnico, alla prima occasione si fa sedurre dal richiamo di un Paperone russo pronto a ricoprirlo d’oro in Premier League c’è davvero poco da stare allegri. 

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Martedì, Aprile 26, 2016 - 07:45

Juve campione, da Acciughina a ‘squalo’: Allegri pigliatutto

 Due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una finale di Champions League e una finale di Coppa Italia ancora da disputare: in soli due anni alla guida della Juve Massimiliano Allegri, non solo ha proseguito nel solco di vittorie iniziato con Antonio Conte ma ha reso la squadra bianconera una macchina quasi perfetta. Con il suo fare bonario, la battuta sempre pronta, il tecnico livornese inoltre risulta essere anche ‘simpatico’ il che non guasta.

 

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Venerdì, Marzo 25, 2016 - 12:00

L’eredità di Cruyff nella storia del calcio mondiale

Johan Cruyff non è stato solo uno dei primi cinque calciatori più forti della storia, paragonabile a Pelè e Maradona, ma è stato senza dubbio un uomo che ha vissuto ‘per il calcio’ e lo ha cambiato per sempre.

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Venerdì, Marzo 18, 2016 - 12:00

Italia fuori dall’Europa, il quarto posto in Champions è un miraggio

Mercoledì e giovedì tutti al cinema o a teatro. E si perché con l’eliminazione di Juventus e Lazio in Champions ed Europa League, l’Italia è fuori dall’Europa che conta. Per la prima volta in 15 anni, precisamente dalla stagione 2000-2001, nessuna formazione del Bel Paese si qualifica per i quarti di finale delle due principali competizioni calcistiche per club.

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Martedì, Marzo 15, 2016 - 13:45

Non solo Zamparini, Serie A sempre più mangia allenatori

E sono 14. Con l’esonero di Stefano Colantuono da parte dell’Udinese, tanti sono i cambi di panchina nel massimo campionato di Serie A alla 29/a giornata. Di questo passo si avvicina il record recente di 18 avvicendamenti della stagione 2011/2012. E dire che lo scorso anno con ‘appena’ 7 cambi di panchina i presidenti della Serie A sembravano aver imboccato un comportamento ‘virtuoso’ e invece dopo meno di 12 mesi ci ritroviamo agli stessi livelli delle stagioni precedenti.

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Domenica, Febbraio 14, 2016 - 13:45

Juve ritrova la vetta, l'artefice ha un nome e cognome: Massimiliano Allegri

Il 28 ottobre 2015 dopo la sconfitta contro il Sassuolo le parole di Gigi Buffon risuonarono come un macigno caduto dal quinto piano nello spogliatoio della Juventus: "Abbiamo giocato un primo tempo indegno, a 38 anni non ho voglia di fare figure da pellegrini". Da quel momento la stagione dei bianconeri è cambiata: dal -11 in classifica dall'Inter sono arrivate 15 vittorie consecutive che hanno riportato i campioni d'Italia in vetta davanti al Napoli.

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