Mercoledì 01 Febbraio 2017 - 16:30

Bongiorno rivela: Nel mio studio cassaforte con segreti di Andreotti

La famosa penalista si racconta in una lunga intervista su 'Oggi'

L'avvocato Bongiorno rivela: Nel mio studio la cassaforte con i segreti di Andreotti

Intervistata per il settimanale Oggi da Luca Telese, conduttore di Bianco e nero (dal 6 febbraio, ogni lunedì su La7), l'avvocato Giulia Bongiorno, che nel programma avrà un ruolo, per la prima volta parla di sé, del figlio Ian, del suo stile professionale e di alcuni clienti eccellenti. A partire da Giulio Andreotti: "La sua ironia era, direi, una filosofia di vita. Un giorno ero con lui, entrò una segretaria dicendo: 'Telefonata urgente!'. E lui: 'Urgente per chi?'. Ridemmo come matti. Ma io ancora oggi ci penso, ogni volta che qualcuno ha troppa fretta, e senza motivo. Molto spesso, dunque". E poi, richiesta di rivelare un'altra perla andreottiana, dice: "Istruzioni su come trattare i suoi segreti. Il suo consiglio era: 'Ai segreti quando parli non devi nemmeno pensarci. Ricordati: se lo pensi mentre parli già si sa'. Perché te lo leggono negli occhi. Ed è vero".

E aggiunge di conoscere 'tantissimi' segreti di Andreotti ai quali, appunto, "nemmeno devo pensare. Questo in cui siamo era lo studio di Andreotti. Lo sai che qui c'è una sua cassaforte a combinazione? Mai aperta. Credo sia meglio così".

Giulia Bongiorno racconta anche di Raffaele Sollecito: "Per l'arringa il padre di Raffaele aveva realizzato con straordinaria maestria un enorme plastico. Guidavo, sola, verso Perugia, con il plastico imballato sul sedile posteriore maà decido di abbandonare il plastico. Fra l'altro avrebbe ricordato Vespa. Riscrivo l'arringa, scelgo di difendere Amanda per difendere Raffaele. L'intuizione giusta". E poi di Stefano Bettarini e di Francesco Totti, del fatto che quella del penalista sia una professione 'fisica': "Ci vuole un fisico bestiale. Quando lavoravo con Sbacchi per quattro anni dormivo due ore a notte". E anche del figlio Ian: "Non ho dormito con lui solo sei volte in sei anni. E solo perché alcuni presidenti non mi hanno rinviato le arringhe e non sarei arrivata in tempo".

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