Domenica 11 Dicembre 2016 - 08:15

L'addio di Renzi: Ho sofferto ma torno a casa davvero

Il premier ha quindi deciso di escludere l'ipotesi di un incarico 'bis'

L'addio di Renzi: Ho sofferto ma torno a casa davvero

"Ho chiuso l'alloggio del terzo piano di Palazzo Chigi. Torno a casa davvero. A chi verrà a Chigi dopo di me, lascio il mio più grande augurio di buon lavoro e tutto il mio tifo: noi siamo per l'Italia, non contro gli altri". E' il saluto che Matteo Renzi, da premier dimissionario, scrive su Facebook dalla sua Pontassieve dove è arrivato nella notte con gli scatoloni da palazzo Chigi. Al termine delle consultazioni, il premier ha quindi deciso di escludere l'ipotesi di un incarico 'bis'. "Ho sofferto - confessa - a chiudere gli scatoloni ieri notte, non me ne vergogno: non sono un robot".

"NESSUN VITALIZIO". Renzi, rispondendo alle tante polemiche degli ultimi giorni precisa che tornerà "un semplice cittadino. Non ho paracadute. Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l'immunità. Riparto da capo, come è giusto che sia. La politica per me è servire il Paese, non servirsene".

"IMPEGNO MANTENUTO". "Di solito - scrive in uno dei passaggi del lungo post su Fb - si lascia Palazzo Chigi perché il Parlamento ti toglie la fiducia. Noi no. Noi abbiamo ottenuto l'ultima fiducia mercoledì, con oltre 170 voti al Senato. Ma la dignità, la coerenza, la faccia valgono più di tutto. In un Paese in cui le dimissioni si annunciano, io le ho date. Ho mantenuto l'impegno, come per gli 80 euro o per l'Imu. Solo che stavolta mi è piaciuto meno".

"DELUSO PER RISULTATO REFERENDUM". Renzi torna anche a parlare del risultato del referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre scorso. "Qualche commentatore maramaldo di queste ore - scrive -  finge di non vedere l'elenco impressionante delle riforme che abbiamo realizzato, dal lavoro ai diritti, dal sociale alle tasse, dall'innovazione alle infrastrutture, dalla cultura alla giustizia. Certo c'è l'amaro in bocca per ciò che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sarà chiaro che quella riforma serviva all'Italia, non al Governo e che non c'era nessuna deriva autoritaria ma solo l'occasione per risparmiare tempo e denaro evitando conflitti istituzionali".

"CERCHEREMO DI RIPARTIRE". "L'esperienza scout - scrive ancora il premier dimissionario -  ti insegna che non si arriva se non per ripartire. Ai milioni di italiani che vogliono un futuro di idee e speranze per il nostro Paese dico che non ci stancheremo di riprovare e ripartire. Ci sono migliaia di luci che brillano nella notte italiana. Proveremo di nuovo a riunirle. Facendo tesoro degli errori che abbiamo fatto ma senza smettere di rischiare: solo chi cambia aiuta un Paese bello e difficile come l'Italia". Al termine delle consultazioni del Presidente Mattarella, Renzi fa capire quindi che esclude un governo bis e dà l'arrivederci agli italiani. "Noi siamo quelli che ci provano davvero - aggiunge -. Che quando perdono non danno la colpa agli altri. Che pensano che odiare sia meno utile di costruire. E che quando la sera rimboccano le coperte ai figli pensano che sì, ne valeva la pena. Sì, ne varrà la pena. Insieme". Ci sentiamo presto, amici", conclude. 

 

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