Martedì 02 Febbraio 2016 - 16:15

Kerry a Roma: Fare più contro Isis. A Italia lavori diga Mosul

Sarà l'azienda Trevi a occuparsi dell'opera in Iraq con la protezione di 450 soldati italiani

Kerry in visita a Roma per la Coalizione anti-Isis

In Siria e in Libia bisogna aspettare e sperare nello sblocco di una doppia situazione di stallo. In Iraq, invece, si incassano i maggiori dividendi della lotta allo Stato islamico, con una novità: è ufficiale, sarà l'azienda italiana Trevi a occuparsi dei lavori alla diga di Mosul, con la protezione di 450 soldati italiani. È questo il quadro che esce dalla riunione ministeriale ristretta sull'Isis, tenutasi oggi alla Farnesina con il ministro Paolo Gentiloni e l'omologo americano John Kerry: si tratta di uno scacchiere come sempre complesso, dove l'Occidente non ha intenzione di impegnarsi in prima linea. Non subito, almeno.

NIENTE SOLDATI, SALVO CASI STRAORDINARI. "Il presidente Obama ha già detto che non ha intenzione di portare soldati sul terreno" libico, ha detto il segretario di Stato Kerry, parlando con i giornalisti alla fine della conferenza. "Non è all'orizzonte un cambiamento, che è possibile, ma non ora", ha aggiunto Kerry. "Soltanto se ci fossero straordinari cambiamenti, come armi di distruzione di massa finite nelle mani sbagliate, si potrebbe considerare: il presidente non chiude nessuna porta", ha aggiunto. Sulla stessa linea anche il capo della diplomazia di Londra, Phillip Hammond, e il collega di Parigi, Laurent Fabius. "Non è assolutamente previsto un nostro intervento militare in Libia", ha detto il ministro francese. Fabius ha ammesso che ci sono pressioni verso l'intervento, ma "questa non è la posizione del governo".

LIBIA, UNA NUOVA PROPOSTA DI GOVERNO. "In Libia siamo sul punto di avere un governo di unità nazionale", ha spiegato Kerry, avvertendo però che "questo Paese ha risorse: l'ultima cosa al mondo che vogliamo è un falso Califfato con accesso a milioni di dollari di introiti dal petrolio". Per scongiurare che le bandiere nere dell'Isis sventolino in tutte le città libiche il Consiglio presidenziale avanzerà una nuova proposta di governo d'unità nazionale, "che dovrebbe essere presentata al Parlamento la prossima settimana, lunedì o martedì", ha precisato Gentiloni. In una recentissima intervista il ministro aveva sottolineato che "c'è in effetti il rischio che le sconfitte militari (dello Stato islamico ndr.) in Iraq, e in parte anche in Siria, portino alcuni combattenti di Daesh a spostarsi in Libia: dobbiamo prendere questo rischio in considerazione".

SIRIA: GOVERNO DI TRANSIZIONE ED ELEZIONI? I ministri hanno parlato anche di Siria, il fronte finora più caldo della lotta allo Stato islamico. La soluzione, in questo caso, potrebbe passare attraverso una transizione politica, appoggiata anche da Russia e Iran. Quindi per delle elezioni politiche. Questa, almeno, è la posizione di Kerry, il quale ha chiesto con veemenza al presidente Bashar Assad di fermare bombe e assedi delle città, permettendo l'accesso di aiuti umanitari. La partita, però, si gioca né a Roma né a Damasco, ma a Ginevra: qui il mediatore delle Nazioni unite Staffan De Mistura sta cercando di far parlare i rappresentanti del governo e quelli delle (numerose) opposizioni. Un'altra partita, sulla gestione degli aiuti, avrà luogo giovedì a Londra: alla riunione parteciperà il premier italiano Matteo Renzi assieme allo stesso Kerry, che annuncerà nuovi finanziamenti americani.

IRAQ: LA DIGA ITALIANA DI MOSUL. Rispetto a Libia e Siria, il fronte che dà i migliori risultati sembra essere quello iracheno, dove sarebbe stato ripreso il 40% dei territori controllati dall'Isis. È quanto emerge dalla dichiarazione finale i 23 ministri riuniti alla Farnesina nel formato 'small group', gruppo ristretto della più grande coalizione che conta 66 nazioni, con l'Afghanistan ultimo ad aver aderito. Il ministro di Washington ha lodato l'impegno italiano in Iraq, dove si concentra sull'addestramento delle forze locali. Gentiloni, sollecitato dai giornalisti, ha confermato che l'azienda italiana Trevi gestirà i lavori per la diga di Mosul, dove saranno dispiegati diversi militari italiani. "Il contratto sarà firmato nei prossimi giorni", ha detto.

 

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