Sabato 14 Maggio 2016 - 19:00

Juventus, è festa scudetto pensando già al futuro

Vittoria straripante per 5-0 con la Samp: festa per il titolo tra tanti coriandoli e molto mercato

La Juve festeggia lo scudetto

Può cominciare la festa scudetto bianconero, dopo l'ultima gara di stagione e la straripante vittoria sulla Sampdoria: la Juventus supera 5-0 i liguri nell'anticipo della 38/a e ultima giornata di Serie A: le reti di Evra al 5', Dybala al 15' su rigore e al 37', Chiellini al 77' e Bonucci all'85'. Espulso Skriniar nelle file della Sampdoria al 14'. Non è stata una partita di calcio, l'ultima della Juventus contro la Sampdoria ma una grande chiusura di stagione: esulta Allegri che parla di stagione impressionante.

E' qui la festa, allo  Stadium, addobbato per l'occasione con un enorme #Hi5story al centro del campo, colmo all'inverosimile, chiassoso in modo buono e giusto. E' qui che per la quinta volta consecutiva la società bianconera festeggia lo scudetto: niente pullman scoperto, nessun bagno di folla per le strade della città perché tra una settimana c'è la finale di Coppa Italia e qualsiasi distrazione rischia di diventare fatale. Insomma, una celebrazione intima, non intimista, voluta espressamente così dal presidente Andrea Agnelli, che ha difeso la sua scelta con la scaramanzia. Non si sa mai, già. Del resto, il clima è comunque ribollente di passione, aspettando che l'arbitro Claudio Gavillucci fischi la fine della partita-allenamento contro la Sampdoria e possano cominciare le celebrazioni.

Il rito della premiazione è lo stesso, consolidato nei secoli dei secoli, eppure l'attesa monta sempre come la panna. La passerella dei giocatori bianconeri, chiamati per nome e per cognome uno a uno, la consegna delle medaglie, i coriandoli sparati al cielo dai 'cannoni' della Lega, la coppa alzata da Gigi Buffon, simbolo ed eroe della Grande Rimonta, il giro di campo con mogli, compagni e figli sul prato nella gioiosa bagarre dello scudetto. Che, questa volta, ha una connotazione storica, quasi mistica. E che lo stesso Agnelli, con il supporto di John Elkann, ha già bypassato annunciando la caccia al sesto titolo consecutivo, in maniera da sgretolare qualsiasi mito, vicino e lontano.

Mentre i bianconeri omaggiano il popolo con coppa scudetto e maglia nuova al grido di "I campioni siamo noi", si rincorrono le voci di mercato. Chi parte (Morata, Caceres, uno tra Asamoah e Pereyra) e soprattutto chi arrivera' accende l'immaginario collettivo. Intanto la societa' si e' cautelata rinnovando il contratto ai garanti dello spogliatoio, da Buffon a Barzagli, da Bonucci, a Lichtsteiner, in attesa che Pogba ed Evra facciano sapere cosa desiderano per quest'estate. Nella lista dei desideri di Allegri, ci sono un difensore, un centrocampista e un attaccante di spessore, piu' eventualmente altre operazioni di contorno. I nomi si rincorrono: da Benatia ad Andre Gomes, da Andre Jesus a Mikhtaryan, da Ozil a Cavani, soprattutto al romanista Pjanic, il candidato che nelle ultime ore sembrerebbe essere un passo avanti a tutti. Il dilemma, in fondo, e' quello dell'estate scorsa: trequartista si o trequartista no?

Ma in questo pomeriggio bagnato da un acquazzone tropicale e poi illuminato dai raggi di sole contano i coriandoli, la coppa dello scudetto, la festa. "Poche squadre sono entrate nella storia/solo una e' leggenda" racconta un mega striscione appeso in curva Sud. Il presidente della Lega, Maurizio Beretta, fischiatissimo, puo' dare il via alle danze. Da chi si comincia? Da Marchisio, assente causa influenza, e da Chiellini poi tutti gli altri, fino al capitano, Buffon. Lui e la coppa dello scudetto.

DYBALA: FESTA DI TUTTI."Oggi è la festa di tutti. Per me è il primo scudetto e sono felicissimo". Così l'attaccante della Juventus Paulo Dybala, autore di una doppietta nel 5-0 bianconero alla Sampdoria nell'ultima gara di campionato, parlando a caldo al termine della sfida, prima dell'inizio della festa con la consegna della coppa scudetto. "Dopo un inizio difficile abbiamo superato gli ostacoli. Io ho giocato tanto, mi sono sacrificato, ho anche segnato tanti gol - ha proseguito la 'Joya' - Dopo questo campionato così bello ora esultiamo e godiamoci la giornata: da lunedì si pensa alla Coppa Italia".

 

MAROTTA: FESTA MERITATA.   "Oggi è il coronamento di tanti sacrifici, a cominciare da quelli fatti per la società: è giusto festeggiare davanti al nostro pubblico". aveva detto il direttore generale della Juventus Giuseppe Marotta prima della gara. "Chi andrà via della rosa attuale? I giocatori della Juventus vanno via solo se lo chiedono - ha aggiunto - non abbiamo segnalazioni di eventuali problemi, certo poi le dinamiche del mondo del calcio ci imporranno a qualche avvicendamento, sempre per il bene e per il miglioramento della squadra".
 "Quanto conta la società nel calcio? Per quanto riguarda la mia esperienza, non ho mai visto una squadra vincente che non avesse alle spalle una società vincente - ha dichiarato Marotta - è la nostra forza, la squadra deve essere lo specchio della società. Ci siamo trovati nel corso della stagione ci siamo trovati al 13° posto in classifica: siamo risaliti proprio per la grande compattezza e unità di intenti di questo club". "Chi temo di più per l'anno prossimo? Credo che saranno sempre le stesse squadre, le due milanesi, Napoli, Roma e non dimentichiamo la Fiorentina: di sicuro alla lunga vincerà la squadra migliore e noi quest'anno, con la rimonta, lo abbiamo dimostrato", ha aggiunto. "Morata? Aspettiamo la finale di Champions per definire la sua situazione, dalla nostra cercheremo di trattenerlo: la sua volontà coincide con la nostra", ha concluso Marotta.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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