Domenica 21 Maggio 2017 - 17:00

PAGELLE Buffon, Khedira e trio attacco i segreti del successo

Tutti voti alti per i protagonisti che hanno consegnato alla squadra il sesto titolo consecutivo

Pagelle della stagione: Buffon, Khedira e il trio d'attacco segreti del successo

Una stagione travolgente, una esaltante cavalcata scudetto. Ecco le pagelle dei protagonisti che hanno consegnato alla Juventus il sesto titolo consecutivo

BUFFON 10 L'immensità del campione la si misura sì dal numero dei successi, o dai record stabiliti, o dal numero di presenze ma anche dalla capacità di essere determinante. E Supergigi, a 39 anni, lo è ancora. Giù il cappello.

NETO 6,5 Qualche apparizione in più rispetto all'anno scorso, vivere all'ombra di Buffon non è facile, però gli riesce bene. Un ottimo vice.

ASAMOAH 7 Prima stagione senza (più) tormenti fisici, alter ego di Alex Sandro, prezioso dentro lo spogliatoio e sul campo. Uno degli irriducibili.

ALEX SANDRO 8,5 Due anni di Juventus e due scudetti, titolare senza più dubbi, capace di adattarsi al doppio ruolo di difensore ed esterno alto. Pagato caro, è vero, ma quei 25 milioni li vale tutti.

BARZAGLI 8,5 Penalizzato a un certo punto della stagione dalla decisione di Allegri di abbracciare la difesa a quattro, ha saputo modellarsi alla situazione e, a volte, alla necessità di fare il terzino destro. Mostruoso pure lui.

BENATIA 7 E' stato bravo a farsi trovare pronto quando Allegri ha avuto bisogno. Un'alternativa di qualità ed esperienza.

BONUCCI 9 Inizio pazzesco, poi un leggero calo e una lite fuori ordinanza con Allegri, poi ancora protagonista. Una colonna della Juventus vincitutto.

CHIELLINI 9 Ma come si fa a rinunciare al Chiello? Impossibile, anche se i piedi sono un po' così ma tutto il resto è da campione vero. Refrattario alla ruggine nonostante gli acciacchi.

DANI ALVES 8,5 Tenuto conto che veniva dal Barcellona e che lo avevano dato per bollito, ha smentito i detrattori con un finale di campionato eccellente. E, tra l'altro, ha impiegato poco tempo a capire l'Italia e la Juventus.

LICHTSTEINER 8 Un po' ha patito a stare spesso fuori, un po' ci ha sempre messo del suo quando è stato chiamato in causa. Lottatore.

RUGANI 8 Il futuro della Juventus: silenzioso, elegante, furbo ad assorbire i segreti di chi da anni è sulla breccia. E non ha mai sbagliato partita...

KHEDIRA 9 L'anima del centrocampo bianconero, soprattutto quando Allegri ha deciso di passare al 4-2-3-1: talento, esperienza, forza fisica, spessore caratteriale. Molto tedesco, insomma.

LEMINA 7 Ad alti e bassi, a volte centrocampista, a volte esterno per necessità aziendale. Utile sempre alla causa bianconera.

MARCHISIO 7,5 Il primo anno dopo un grave infortunio non è mai semplice e nemmeno il Principino è passato indenne da questa tassa. Però rappresenta sempre la faccia della Juventus.

PJANIC 8,5 A differenza di altri, ha dovuto impegnarsi per capire cosa significa la Juventus e cosa chiedeva da lui Allegri. Un genio, naturalmente, che poco alla volta ha saputo farsi comprendere e che è diventato (quasi) insostituibile.

RINCON 6,5 Sbarcato a Torino a gennaio si è prodigato per dare una mano.

STURARO 7,5 Uno di quelli a cui non bisogna mai spiegare nulla perché sa già tutto di agonismo, determinazione, grinta. Alternativa di livello.

CUADRADO 9 A un certo punto ha costretto Allegri a trasformarlo in titolare e a cambiare assetto alla Juventus. Basta questo per rendersi conto della sua importanza e del suo contributo.

DYBALA 9,5 Per un po' ha patito Higuain, non per una forma latente di gelosia ma perché con il Pipita cambiava il gioco dei bianconeri. Poi è salito in cattedra e ha saputo costruire con il suo connazionale un'intesa straordinaria: ha segnato meno rispetto all'anno scorso ma è stato ugualmente determinante.

HIGUAIN 9,5 Qualsiasi riflessione sarebbe superflua e banale. Per quanto è costato e per cosa ha fatto. In assoluto, crediamo che i dirigenti non si siano pentiti dell'acquisto ma abbiano benedetto il giorno in cui si sono decisi a pagare i 100 milioni della clausola fissata da De Laurentiis.

MANDZUKIC 9 Ad agosto era la riserva di Higuain, dopo qualche mese è diventato la carta vincente di Allegri. Encomiabile per il modo in cui ha saputo adattarsi a un ruolo non suo, a inventarsi esterno sinistro lui che per una vita ha fatto il centravanti. Supermario idolo ormai dei tifosi.

PJACA 6 Classe a sprazzi prima di spezzarsi una gamba e uscire di scena. Ma la stoffa c'è.

All. ALLEGRI 10 Semplicemente il miglior allenatore italiano. Punto e stop.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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