Domenica 24 Dicembre 2017 - 17:15

Ius soli, bufera sugli assenti. Boldrini: "Grave responsabilità". Avvenire: "Ignavi"

Il Senato ha fatto mancare il numero legale condannando la legge sulla cittadinanza. E tra i partiti non si placano le polemiche

Manifestazione dei Radicali Italiani per lo Ius Soli

Da ultimo, mancato, impegno di questa legislatura a primo terreno di scontro per la campagna elettorale che si aprirà tra pochi giorni. Se, infatti, sabato il Senato ha fatto mancare il numero legale condannando la legge sulla cittadinanza, tra i partiti non si placano le polemiche.

"Promessa mancata e occasione persa per rendere più coesa nostra società. 800.000 ragazze e ragazzi, che di fatto già lo sono, attendevano con fiducia di diventare cittadini italiani. Assenti in #Senato e chi ha fatto mancare sostegno si sono assunti grave responsabilità #IusSoli", scrive su Twitter la presidente della Camera Laura Boldrini, che da venerdì è scesa in campo con 'Liberi e uguali' ed ha fatto di diritti e uguaglianza una delle sue principali battaglie anche in questi cinque anni di legislatura.

Anche la Chiesa e il mondo della solidarietà non usano mezzi termini per raccontare il nulla di fatto. "Non hanno nemmeno fatto lo sforzo di schierarsi e votare a viso aperto per dire sì o no allo ius culturae e allo ius soli temperato. Hanno fatto mancare il numero legale in aula: appena 116 senatori presenti - attacca il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio - Far mancare il numero legale è scelta da politica in fuga. Ieri in fuga dall'ultima responsabilità di legislatura. Una mossa da ignavi".

"Tristezza è quella che si è verificata ieri sullo ius soli, un'inqualificabile diserzione dalla responsabilità - gli fa eco don Luigi Ciotti, presidente di Libera - La politica non può essere un gioco di potere sulle speranze delle persone, un'umiliazione dei loro diritti e delle loro aspirazioni".

A farsi sentire anche Marco Cappato, leader dell'associazione Coscioni, che chiama in causa anche il capo dello Stato: "Non mi è chiara la fretta del presidente Mattarella di sciogliere le Camere, senza regole decenti per la raccolta firme e con provvedimenti importanti come lo ius culturae che potrebbero essere approvati - scrive su Twitter - Non vede l'ora che il nuovo caos prenda il posto del vecchio caos?".

Intanto tra i partiti continua il rimpallo delle responsabilità. Colpa del Pd per i 29 senatori dem assenti? "In Senato non abbiamo i numeri - insiste Ivan Scalfarotto - Se il M5S avesse risposto positivamente a questo appello e si fosse raggiunto un accordo politico per approvare la legge, in aula ci sarebbero stati tutti: loro e noi. Ma questo accordo era risaputo che non c'era, perché M5S è un partito di destra e lo ius soli non lo vuole, e dunque era chiaro che il numero legale non sarebbe stato raggiunto in qualsiasi caso". "Abbiamo deciso insieme di non rispondere all'appello perché era una gigantesca ipocrisia - si difendono i cinque stelle - Era una presa in giro demagogica. Una follia, una farsa, una barzelletta. Con la gente già con il trolley nelle mani". "Siamo arrivati troppo tardi a porre" lo ius soli "come centrale in questa legislatura - ammette Marco Minniti - Ma è una riforma necessaria, che deve restare all'ordine del giorno del Paese".

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All'attacco Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, incontrando i militanti a Milano: "Lo stop allo ius soli è il nostro regalo di Natale agli italiani. La cittadinanza va meritata, va voluta, va scelta al compimento del 18esimo compleanno. Qualcuno voleva usarla come merce di scambio elettorale, la Lega anche se ora era all'opposizione è riuscita a ottenere più di una vittoria. Lo stop allo ius soli è una vittoria degli italiani e degli immigrati regolari che vogliono un paese più sicuro e con più dignità. Questo offriremo ai 60 milioni di cittadini italiani e stranieri che vivono in Italia", ha aggiunto, ribadendo di volere "un paese che accoglie, che integra ma che è orgoglioso delle sue tradizioni. Noi - ha spiegato - possiamo accogliere culture altrui se siamo ben fermi e orgogliosi della cultura nostra".

Il presidente del Senato, Pietro Grasso,

confermato "di voler presentare in Parlamento la riforma della cittadinanza, il cosiddetto ius soli, il primo giorno della prossima legislatura, ritenendola una norma che riconosce una realtà già esistente".

Scritto da 
  • Nadia Pietrafitta
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