Mercoledì 31 Maggio 2017 - 23:45

Italia si diverte con San Marino: 8-0 e Lapadula fa tripletta

Ottima prova della nazionale sperimentale nell'amichevole di Empoli

Lapadula festeggia dopo il gol

Quattro gol nel primo tempo, con tanta intensità di gioco. Altrettante reti nella ripresa. Un Italia che non delude il suo Ct e si scrolla di dosso senza l'appellativo di sperimentale. Un 8 a 0 a San Marino che non servirà per scalare posizioni nel ranking mondiale, ma che dà morale al gruppo che si candida a essere il futuro di questa Nazionale. Una serata che Lapadula ricorderà di sicuro per la sua prima tripletta in azzurro. Una serata che per la città di Empoli doveva essere di festa per la prima storica volta della Nazionale al Castellani. Ma l'inaspettata e dolorosa retrocessione dell'Empoli in serie B ha raffreddato l'entusiasmo e lo stadio presentava diversi spazi vuoti. Alla fine erano solo 5 mila gli spettatori presenti, con una decina di sostenitori di San Marino entusiasti e festanti per tutti i novanta minuti, nonostante il punteggio.

 

Ventura propone un 4-2-4 con Chiesa e Berardi esterni, Baselli e Gagliardini centrali di centrocampo e in attacco la coppia Lapadula-Petagna. In difesa Conti, Caldara, G.M. Ferrari e D'Ambrosio. In porta Scuffet. Manzaroli schiera un San Marino con un 4-1-4-1 con grande densità a centrocampo. Pronti via e la giovane Italia, che non vuole sentirsi solo 'sperimentale', inizia col piede sull'acceleratore. Dopo solo 40 secondi Lapadula tenta di liberarsi in area e si vede ribattere il tiro in extremis. Lapadula e Petagna si cercano con insistenza proponendo triangoli stretti che mettono in difficoltà i centrali di San Marino. In mediana Baselli detta bene i tempi di gioco e recupera tutti i palloni che transitano dalle sue parti. Sulle fasce si inseriscono bene Conti a destra e D'Ambrosio a sinistra. E proprio da un'incursione di Conti nasce il vantaggio azzurro, con Lapadula che raccoglie di testa il cross dell'atalantino e batte il portiere di San Marino. E' l'inizio di dieci minuti da incubo per la squadra del Titano. Al 12' l'Italia raddoppia: corner da sinistra battuto da Chiesa e Gian Marco Ferrari salta più in alto di tutti e insacca di testa. Passano soli tre minuti e al 15' tocca a Petagna andare in gol raccogliendo una corta respinta della difesa sanmarinese e scagliando il pallone in porta dal limite dell'area piccola. Al minuto 19 è ancora Lapadula a firmare il poker azzurro: il centravanti del Milan si libera in area e con uno scavetto supera ancora l'estremo difensore di San Marino. Dopo 20 minuti di grande intensità agonistica, gli uomini di Ventura rallentano un po' il ritmo. Ma San Marino non riesce a uscire dalla sua metà campo. così è ancora l'Italia a rendersi pericolosa con il solito Lapadula che, imbeccato da Baselli, tenta una spettacolare mezza rovesciata che termina fuori di poco. Il primo tempo scivola via senza altri sussulti.

 

Ad inizio ripresa Ventura cambia quattro uomini: fuori Gagliardini, Baselli, Berardi e Petagna e dentro Cataldi, Pellegrini, Politano e Falcinelli. San Marino sostituisce solo il portiere, con Simoncini che prende il posto di Benedettini. Nemmeno il tempo di annotare i cambi e Caldara fa centro per il 5 a 0. Ancora due minuti e tocca di nuovo a Lapadula mettere la palla in rete. Azzurri mai sazi, e Politano con un pallonetto dal vertice alto dell'area di rigore, al 57' sigla il settimo gol dell'Italia. L'ottava e ultima rete è un autogol del sammarinese Bonini, che era appena entrato in campo. Poi le idee e l'intensità si esauriscono a poco a poco. Resta solo da annotare il caparbio tentativo di Falcinelli di andare in gol allo scadere: ma prima il portiere e poi un difensore gli negano la gioia del gol. Scuffet, spettatore per tutto l'incontro, viene impegnato solo sul finire dell'incontro per bloccare a terra una punizione calciata da Rinaldi. Al fischio finale applausi convinti all'indirizzo dei giovani azzurri. Ventura esce soddisfatto. Il suo lavoro sui ragazzi sta dando i frutti attesi e non è azzardato credere che il Ct abbia ragione dicendo che almeno il 60 per cento di questi talenti è già maturo per il salto definitivo nella Nazionale maggiore.

Scritto da 
  • Francesco Bongiovanni
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