Giovedì 27 Luglio 2017 - 11:15

Istat, diminuiscono le vittime della strada: giovani i più colpiti

In Italia e in Europa il numero dei morti sulla strada diminuisce: il cellulare alla guida e l'alta velocità sono le violazioni più sanzionate

Travolge una moto dopo una lite in strada, la folle corsa dell’elettricista accecato dall’ira.

Tornano a diminuire le morti sulla strada. Nel 2016 si sono verificati in Italia 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone che hanno provocato 3.283 vittime (morti entro il 30° giorno) e 249.175 feriti. Sono il 4,2% in meno rispetto allo scorso anno; in lieve aumento, invece, incidenti e feriti (rispettivamente +0,7% e +0,9%). Il tasso di mortalità stradale passa da 55,6 a 54,2 morti per milione di abitanti tra il 2015 e il 2016. Rispetto al 2010, le vittime della strada diminuiscono del 20,2%. Sulla diminuzione pesa soprattutto il calo registrato su autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (274 e 1.546 morti; -10,2 e -4,6% sull'anno precedente). Una flessione più contenuta si registra, di contro, sulle strade urbane (1.463 morti; -2,6%). Più consistente la diminuzione nei grandi Comuni nel complesso, per i quali il numero di morti nell'abitato diminuisce del 6,5 %.

Nel 2016 il maggior numero di incidenti stradali con lesioni a persone si è verificato, come lo scorso anno, nel mese di luglio (16.981) (e anche la frequenza di incidenti risulta più elevata in questo mese estivo), sia sulle strade nell'abitato, sia in quelle fuori (12.319 e 4.662 incidenti). Seguono i mesi di maggio e giugno per numerosità di eventi sulle strade urbane (12.072 e 11.704 incidenti) ed extraurbane (4.074 e 4.036 incidenti) (Figura 3). Sulle strade urbane si registra un numero particolarmente elevato di incidenti anche nel mese di ottobre (11.748), mentre fuori dall'abitato in agosto (3.976). Anche il maggior numero di vittime è stato registrato a luglio, per tutti gli ambiti stradali (367 morti). Altri mesi che presentano un numero elevato di morti sono agosto per le strade urbane (150) e agosto e giugno per quelle extraurbane (188 e 182). Febbraio è stato invece il mese con il minor numero di incidenti (12.769) e marzo di vittime (227).

Le vittime sono soprattutto giovani tra i 20 e i 24 anni. Le vittime di incidenti stradali sono state 3.283 nel 2016: 2.619 maschi e 664 femmine. I conducenti deceduti sono 2.261 (2.022 uomini e 239 donne), i passeggeri 452 (234 uomini e 218 donne) e i pedoni 570 (363 uomini e 207 donne). Per gli uomini, le classi di età con il maggior numero di decessi sono quelle 20-24 e 25-29 anni (207 e 194) ma valori molto elevati si riscontrano anche per la fascia 40-54 anni (576 morti). Per le donne, le classi di età più rappresentate sono 20-24 anni (53 decessi), 65-69, 75-79 e 80-84 anni (57, 62 e 52 decessi). In quest'ultimo caso la frequenza elevata è attribuibile al maggiore coinvolgimento delle donne nel ruolo di pedone. Sono i dati diffusi dall'Istat, per la prima volta nel mese di luglio, sugli incidenti stradali. Per i feriti in incidenti stradali, le età con le frequenze più elevate sono, per entrambi i generi, quelle 20-29 anni (oltre 51 mila feriti) e 40-49 anni (43.723 feriti).

Nel 2016, si sono registrate 10 vittime in più tra i bambini (0-14 anni) da 39 a 49 decessi, tra il 2015 e il 2016, in aumento anche i giovani tra 25-29 anni (+4,9% per gli uomini e +2,4% per le donne); tra le donne la variazione percentuale è elevata (oltre il 30%) anche per le vittime tra 30 e 34 anni. L'incremento è consistente, infine, tra le persone molto anziane, in particolare nella classe di età 90 anni e oltre (+20,0%), in questo caso prevalentemente uomini (Figure 11 e 12). Anche la distribuzione dei tassi di mortalità stradale per età mostra lo svantaggio delle classi di età più giovani (15-34 anni) e più mature e anziane (65 anni e più).

 

Tra le vittime aumentano i ciclisti.  Nel 2016 si sono registrati 1.470 decessi tra conducenti e passeggeri di autovetture, seguono motociclisti (657), pedoni (570), ciclisti (275), occupanti di autocarri e motrici (136), ciclomotori (116) e altre modalità di trasporto (59). Sono i dati diffusi dall'Istat, per la prima volta nel mese di luglio, sugli incidenti stradali. L'analisi della distribuzione delle vittime per tipologia di utente della strada, pedoni o utilizzatori di specifiche categorie di veicoli, risulta di particolare interesse, soprattutto per il monitoraggio della mortalità degli utenti più vulnerabili. Tra questi ultimi si annoverano pedoni, ciclisti e utenti delle due ruote a motore. Questi soggetti sono molto più esposti di altre tipologie di utenti, prima di tutto perché non hanno protezioni esterne, come l'abitacolo di un veicolo. Gli utenti vulnerabili rappresentano nel complesso quasi il 50% dei morti sulle strade.

Gli indici di mortalità e lesività per categoria di utente della strada evidenziano i rischi più elevati per gli utenti più vulnerabili rispetto a quelli di altre modalità di trasporto. L'indice di mortalità per i pedoni, pari a 2,93 morti ogni 100 incidenti per investimento di pedone, è più di quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (0,66); il valore dell'indice riferito a motociclisti e ciclisti è, invece, circa il doppio. L'indice di lesività è molto elevato per i pedoni e per gli utenti delle due ruote a motore. Nel 2016, sono aumentate le vittime tra i ciclisti con un +9,6% rispetto al 2015 e +3,8% rispetto al 2010. La classe di utenti che presenta i maggiori guadagni in termini di riduzione della mortalità negli ultimi 16 anni è quella degli automobilisti (-61,8% dal 2001), quella più penalizzata i ciclisti (-24,9% dal 2001). La riduzione consistente della mortalità di conducenti di autovetture è sicuramente legata ai notevoli progressi della tecnologia messa in campo per la costruzione di dispositivi di sicurezza dei veicoli. vln 271038 Lug 2017

 

L'uso del cellulare alla guida, insieme all'alta velocità, sono tra le violazioni al codice della strada più sanzionate. Lo rende noto l'Istat, nel suo rappor5to sugli incidenti stradali, facendo comunque notare come nel 2016, i morti siano calati del 4,2% rispetto all'anno precedente. Tra le principali violazioni al codice, al netto del mancato possesso di documenti validi per la circolazione e della disciplina di fermata e sosta, si trovano il superamento dei limiti di velocità, la mancata precedenza e rispetto della segnaletica ed il mancato uso di dispositivi di sicurezza (cinture, casco e sistemi di ritenuta per bambini), il mancato uso di lenti o l'uso improprio di telefoni cellulari o cuffie. Per quest'ultima infrazione, l'aumento delle contravvenzioni elevate dalla polizia stradale e dai carabinieri sull'anno precedente è consistente, rispettivamente +26,8% e +4,4% mentre risulta stabile il dato delle Polizie Locali; mediamente l'aumento è del 6,8%. Per le sanzioni relative al superamento dei limiti di velocità si registra un aumento soprattutto per quelle elevate dalla Polizia Stradale (+19,4%). (

Le sanzioni per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini aumentano in media del 3,8% (polizia stradale +15%); diminuiscono invece quelle per mancato uso del casco (-7,6%). In deciso aumento, inoltre, il numero di sanzioni elevate a ciclisti per comportamenti errati (+62% nei Comuni capoluogo). Per la guida in stato di ebbrezza alcolica e la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti polizia stradale, carabinieri e polizie locali dei comuni capoluogo hanno contestato nel 2016, rispettivamente 40.469 e 4.742 violazioni. Per la guida in stato di ebbrezza diminuiscono le contravvenzioni (-5,6% rispetto al 2015) mentre sono in decisa crescita (+5%) quelle per la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti. Il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, organo che rileva circa un quinto del totale degli incidenti stradali con lesioni, ha fornito all'Istat, a partire dai dati 2015, il numero di contravvenzioni elevate per guida sotto l'effetto di alcol o di stupefacenti, in occasione di incidente stradale. La quota di incidenti stradali con lesioni a persone correlati ad alcol è pari all'8,1% nel 2016 (dall'8,6% dell'anno precedente), quella correlata a droga è pari invece al 2,6% (2,4% nel 2015). Le proporzioni calcolate approssimano per difetto la reale portata del fenomeno, occorre infatti considerare che i carabinieri intervengono per circa il 32% degli incidenti su strade extraurbane (escluse le autostrade) e solo in circa il 14% per quelli in ambito urbano. vln 271058 Lug 2017

 

Anche nell'Unione Europea il numero diminuisce. Dopo due anni in controtendenza, nel 2016 torna a diminuire il numero delle vittime sulle strade della Ue. Nel complesso 25.720 persone sono decedute in incidenti stradali, contro le 31.595 del 2010, con una riduzione nel periodo del 18,6%. Tra il 2015 e il 2016, il numero delle vittime diminuisce dell'1,8%nell'Unione europea e del 4,2% in Italia. La riduzione a livello europeo non ha interessato tutti i Paesi. Nel 2016 le vittime della strada sono ancora in aumento in molti Paesi tra i quali Spagna, Regno Unito e Polonia che si caratterizzano per un numero elevato di vittime in valore assoluto. Il tasso di mortalità stradale (morti per milione di abitanti), indicatore utilizzato per effettuare analisi comparative, si attesta, nel 2016, a 50,6 nella Ue28 e a 54,2 in Italia (nel 2010 rispettivamente 62,8 e 69,4). Con tale risultato il nostro Paese si colloca al quattordicesimo posto nella graduatoria europea.

I Paesi più virtuosi, pur avendo registrato nel 2016 un lieve aumento delle vittime, sono Svezia e Regno Unito (27,4 e 28,7) mentre in coda alla classifica risultano Bulgaria e Romania (99,0 e 96,8 per milione di abitanti). Fra il 2010 e il 2016 la riduzione media annua del numero di vittime della strada è stata del 3,4% nella Ue28 e del 3,7%in Italia, variazioni comunque inferiori a quelle stimate (-6,7%) per raggiungere l'obiettivo europeo di dimezzare il numero di morti in incidenti stradali entro il 2020. Per rispettare il target fissato, nel periodo 2017-2020 il numero di vittime nell'Unione europea e in Italia dovrebbe ridursi, in media annua fino al 2020, di circa l'11%.

 

 

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