Martedì 13 Febbraio 2018 - 21:45

Israele, chiesta incriminazione per Netanyahu per corruzione. Lui: "Non mi dimetto"

Non è la prima volta che vengono avanzate accuse a suo carico e lui stesso lo ha ricordato

Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu  per la commemorazione vittime Olocausto

Benjamin Netanyahu va incriminato per corruzione, frode e abuso della fiducia dei cittadini. È questa la raccomandazione della polizia israeliana, relativa a due casi distinti. La decisione spetta adesso al procuratore generale, Avishaï Mandelblit, e potrebbe richiedere settimane o mesi.

Intanto il premier israeliano, poco dopo che la notizia aveva cominciato a rimbalzare sui principali media nazionali, ha tenuto un discorso alla nazione trasmesso in diretta televisiva, in cui ha respinto le accuse proclamandosi innocente e ha annunciato che non si dimetterà. "Queste raccomandazioni non hanno alcun valore giuridico in un Paese democratico", ha dichiarato. "Continuerò a guidare Israele in modo responsabile e leale", ha proseguito, aggiungendo che tutto ciò che ha fatto è stato per il bene del Paese e "non per i sigari degli amici né per una migliore copertura mediatica".

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Sigari e copertura mediatica sono un riferimento preciso ai due casi distinti per i quali è sospettato. Nell'ambito del primo, noto come Case 1000, è sospettato di avere accettato costosi regali in cambio dell'impegno a fare gli interessi dei benefattori: dal 2009 avrebbe ricevuto regali per oltre 100mila dollari, tra cui figurano appunto preziosi sigari e champagne, dal magnate di Hollywood Arnon Milchan e dal miliardario australiano James Packer. Secondo Haaretz, dopo avere ricevuto i regali Netanyahu spinse per la cosiddetta Legge Milchan, che prevede agevolazioni fiscali per gli israeliani che vivono all'estero e decidono di rientrare.

Nell'ambito del secondo caso, invece, noto come Case 2000, il premier israeliano è sospettato di avere provato a raggiungere un accordo che gli avrebbe garantito una copertura mediatica positiva del suo operato da parte del secondo giornale più grande del Paese, Yedioth Ahronoth, in cambio dell'impegno a danneggiare il giornale rivale Israel Hayom. In base alla legge israeliana, un primo ministro che è oggetto di queste raccomandazioni da parte della polizia o che sia stato formalmente accusato di alcuni reati non è obbligato a dimettersi. Quello che potrebbe succedere, invece, è un aumento della pressione su Netanyahu per lasciare. Lui sarebbe tenuto a farlo, però, solo in caso di condanna e dopo avere esaurito tutti i gradi di giudizio.

Netanyahu, 68 anni, è primo ministro dal 2009, dopo un primo mandato ricoperto dal 1996 al 1999. Non è la prima volta che vengono avanzate accuse a suo carico e lui stesso lo ha ricordato nel suo discorso: "In questi ultimi anni sono stato oggetto di non meno di 15 verifiche e inchieste. Tutti questi tentativi non sono arrivati a nulla e, anche questa volta, le cose non arriveranno a nulla", ha dichiarato. L'ex primo ministro Ehud Olmert fu costretto a dimettersi per un caso di corruzione; Olmert, premier dal 2006 al 2009, è stato liberato a luglio dopo avere scontato un anno e quattro mesi di carcere.

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