Lunedì 17 Ottobre 2016 - 11:30

Iraq, parte l'offensiva per cacciare l'Isis da Mosul

Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha annunciato l'operazione dell'esercito alla televisione

Iraq, iniziata l'offensiva per cacciare l'Isis da Mosul: Il tempo della vittoria è arrivato

Le truppe dell'esercito iracheno, con l'aiuto delle forze alleate, hanno iniziato l'offensiva armata per strappare allo Stato islamico la città di Mosul. Stando a quanto riferito da fonti delle forze armate turche, all'operazione stanno prendendo parte circa 1.500 soldati iracheni addestrati dalla Turchia nella base di Bashiqa. Nelle forze impegnate ci sono tra l'altro anche sciiti, yazidi e cristiani. Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi, affiancato dai più alti vertici militari, è comparso in televisione e si è rivolto alla nazione per informare la popolazione di aver ordinato l'inizio dell'offensiva. "Il momento della vittoria è arrivato. Oggi ho dato inizio a questa operazione di successo per liberarvi dalla violenza e dal terrorismo di Daesh". Ieri, la polizia federale irachena aveva concluso il dispiegamento delle truppe nella città di Al Qayara, a sud di Mosul.

Fin dalle prime ore del mattino, aerei da guerra delle forze irachene e della coalizione internazionale stanno bombardando intensamente la periferia settentrionale di Mosul. Il Comando delle operazioni per la liberazione della provincia di Ninive, di cui Mosul è capoluogo, informa che gli attacchi aerei hanno come obiettivo la zona di Sahel Ninive a nord della roccaforte dell'Isis, specialmente nell'area di Bashiqa. Intanto, l'artiglieria pesante dell'esercito iracheno e curdo bombarda con forza le stesse zone. Inoltre, le truppe irachene e curde hanno superato le prime linee del fronte e hanno cominciato ad avanzare verso Bashiqa e al-Jazer. I raid si concentrano anche sulla zona all'estremo nord di Talkif, prendendo di mira le postazioni dell'Isis, vicino al villaggio di Batenaya a circa 18 chilometri a nord di Talkif. 

E intanto l'Onu ha espresso "estrema proccupazione" per la sicurezza dei civili, che potrebbero rimanere involontariamente coinvolti nelle operazioni militari.

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Secondo il generale statunitense Stephen J. Townsend, comandante della coalizione internazionale contro lo Stato islamico in Iraq, l'offensiva "probabilmente durerà settimane, forse di più". La battaglia, ha aggiunto, potrà essere "lunga e dura, ma gli iracheni sono pronti". Il generale ha confermato che le forze americane appoggeranno le truppe irachene nell'azione con "sostegno aereo, d'artiglieria, intelligence, consulenti e sorveglianza aerea. Ma per essere chiari - ha sottolineato - le migliaia di soldati che combattono per liberare Mosul sono tutte irachene". Una situazione in cui, ha cercato di spiegare, si tenterà di "minimizzare l'impatto sui civili".

Mosul è la seconda più grande città dell'Iraq, finita sotto il controllo dell'Isis nel giugno 2014. L'operazione di liberazione era prevista da mesi. Prima dell'operazione sono stati lanciati sulla città migliaia di volantini per avvertire i cittadini dell'inizio dell'offensiva imminente. Il numero delle persone rimaste a Mosul è sconosciuto, la città aveva circa 2 milioni di abitanti quando fu conquistatata dallo Stato islamico; fu proprio qui che Abu Bakr al-Baghdadi proclamò la nascita del califfato. 

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