Mercoledì 03 Gennaio 2018 - 15:45

Iran, il capo dei Pasdaran: "La sedizione è finita"

L'annuncio del generale Al Jafari: "Le manifestazioni non continueranno"

Iran: 9 morti nelle proteste della notte, tra questi un bambino di 11 anni.

Il capo dei Pasdaran iraniani, generale Mohammad Ali Jafari, ha annunciato oggi "la fine della sedizione". Il generale, che risponde direttamente all'ayatollah Ali Khamenei, si è detto sicuro che le rivolte non continueranno. "Oggi possiamo annunciare la fine della sedizione", ha dichiarato Jafari, parlando di "un massimo di 1.500 persone in ciascuno dei luoghi, e a livello nazionale non hanno superato la soglia dei 15mila". "Un largo numero di questi, che ha ricevuto un addestramento da controrivoluzionari, è stato arrestato e ci sarà un'azione molto ferma contro di loro", ha aggiunto il capo dei Pasdaran. "I contro-rivoluzionari sono intervenuti in massa sui social media", ha detto, aggiungendo che migliaia di loro erano all'estero, addestrati negli Stati Uniti, mentre all'interno del Paese alcuni erano "monarchici" o affiliati ad un gruppo di opposizione in esilio.

INTERVENTI 'LIMITATI' IN 3 PROVINCE. I Pasdaran, detti anche Guardiani della Rivoluzione in Iran, sono fedeli direttamente all'ayatollah Ali Khamenei, che si pone al di sopra del presidente Hassan Rohani. Essi, secondo quanto dichiarato dal loro capo, sono intervenuti "in maniera limitata", nelle province di Isfahan, Lorestan e Hamedan. Dal 28 dicembre, giovedì scorso, quando sono iniziate le proteste a Mashhad, diffondendosi poi in tutto il Paese, sono state registrate 21 morti. In alcune aree sono stati attaccati edifici governativi e stazioni di polizia. "La mancanza di azione" nel bloccare le attività online, da parte dei funzionari iraniani, "ha rinforzato i problemi", ha detto, "ma una volta che le restrizioni sono iniziate, i problemi si sono ridotti".

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LE MANIFESTAZIONI PRO-REGIME. Decine di migliaia di sostenitori del regime sono scesi in piazza, in varie città dell'Iran, per condannare le "proteste" che hanno scosso il Paese in questi ultimi giorni. Immagini di queste "contro-manifestazioni" sono state trasmesse dalla tv di Stato della Repubblica islamica. I manifestanti sono scesi in piazza gridando slogan in favore della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei: "Leader, noi siamo pronti". Ma si sono anche udite grida come "morte all'America", "morte a Israele" e "morte a chi fomenta le proteste". La tv di stato ha fatto vedere immagini di manifestazioni di massa nelle città di Ahvaz (sud-ovest), Arak (centro), Ilam (ovest), Gorgan (Nord) e Kermanshah (ovest) dell'Iran. Il presidente Hassan Rohani aveva definito gli autori delle proteste come una "piccola minoranza" alla quale il popolo avrebbe risposto.

ROHANI, TRUMP, MOGHERINI. Ad inizio giornata il presidente dell'Iran, Hassan Rohani, aveva proprio auspicato - nel corso di una telefonata con la sua controparte Recep Tayyip Erdogan - che le proteste finissero nel giro di qualche giorno. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel primo tweet pubblicato nella mattina americana, ha ribadito il suo sostegno a chi protesta: "Quanto rispetto per il popolo dell'Iran, che prova a buttar giù il governo corrotto. Vedrete un grande appoggio da parte degli Stati Uniti al momento giusto!".

L'UNIONE EUROPEA E L'ELISEO. Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, ha deplorato la "perdita inaccettabile di vite umane" nel corso delle manifestazioni, invitando "tutte le parti coinvolte" ad astenersi da "qualsiasi tipo di violenza". "Manifestare pacificamente e la libertà di espressione sono diritti fondamentali che devono essere applicati in ogni Paese e l'Iran non fa eccezione", ha spiegato Mogherini. L'esecutivo di Parigi ha reso noto che la visita a Teheran del ministro francese degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, è stata rinviata 'sine die'. La missione di Le Drian doveva preparare una visita nella repubblica islamica del presidente Emmanuel Macron, che sarebbe il primo capo di Stato francese a visitare Teheran da diversi decenni.

Scritto da 
  • Matteo Bosco Bortolaso
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