Giovedì 28 Dicembre 2017 - 17:00

Mattarella firma il decreto per lo scioglimento delle Camere: voto il 4 marzo

Colloqui con Gentiloni, Grasso e Boldrini dopo la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio

Italian President Mattarella signs a decree to dissolve parliament at the Quirinale Presidential palace in Rome

Una "chiusura ordinata della legislatura", con il premier in carica "non sfiduciato". E così è stato. Sergio Mattarella da arbitro imparziale e con la sua moral suasion che lo contraddistingue, senza colpi di scena e sussulti dell'ultima ora, ha chiuso il sipario della XVII legislatura.

SCHEDA Poteri e prerogative del premier a Camere sciolte

Ben tre presidenti del Consiglio (Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni) incaricati dal Colle, un secondo mandato al Quirinale per Giorgio Napolitano, che ha riscritto la cronologia dei presidenti della Repubblica. Insomma un quinquennio turbolento che ha visto spesso trasformare la dialettica politica in vere e proprie risse.

Come da copione, insomma, oggi il capo dello Stato ha sciolto anticipatamente le Camere dopo aver ascoltato, nel suo studio, la conferenza stampa di fine anno del premier Paolo Gentiloni. La visita di cortesia, viene spiegato, del presidente del Consiglio al Quirinale per annunciare al capo dello Stato che il "compito del governo è terminato", che non ci sono più urgenze tali da poter portare l'esecutivo a scadenza naturale: il 14 marzo. Da questo momento si è quindi dato il via alle procedure dettate dalla Costituzione che hanno portato Mattarella, ascoltati i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, alla definitiva chiusa della legislatura a targa Pd.

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L'appuntamento ora è fissato per il prossimo 4 marzo quando l'Italia tornerà al voto testando la nuova legge elettorale, ormai nota come Rosatellum bis. Si apre quindi ufficialmente la campagna elettorale, a cui lo stesso inquilino del Colle guarda con attenzione. "No a clima di odio" e soprattutto "i toni siano pacati". L'invito è quello di puntare più ai contenuti, come ha ribadito durante l'incontro con le Alte cariche delle Stato lo scorso 19 dicembre.

SCHEDA Le tappe della prossima legislatura

"Il tempo delle elezioni costituisce un momento di confronto serrato, di competizione" e l'auspicio del capo dello Stato è quello che "vengano avanzate proposte comprensibili e realistiche, capaci di suscitare fiducia, sviluppando un dibattito intenso, anche acceso ma rispettoso". "Le elezioni rappresentano il momento più alto della vita democratica, da affrontare sempre con fiduciosa serenità" ha sottolineato, quindi non può essere trattato "come un momento drammatico" della vita del Paese.

L'Italia e il suo benessere e stabilità. Questi gli obiettivi che invece si è già prefissato il capo dello Stato quando a urne chiuse inizieranno i giochi prima per l'elezione dei due presidenti di Camera e Senato e poi per la formazione del nuovo governo. Il messaggio di Mattarella a chi da domani sarà impegnato a conquistare consensi è chiarissimo: non basterà un voto in più dell'altro per andare a Palazzo Chigi, bisognerà dimostrare di poter governare. Questo un passaggio fondamentale su cui Mattarella tornerà nel discorso di fine anno la notte di San Silvestro.

Leggi anche: Gentiloni e Renzi insieme per la sinistra di governo

L'appello sarà proprio al mondo della politica, che scalda i motori per comizi e confronti televisivi. Si guardi al bene del Paese, si conquisti l'elettorato sfiduciato e astensionista. Per far questo, Mattarella inviterà tutti ad ascoltarsi meno e ascoltare di più. Un breve passaggio del suo discorso, perché il capo dello Stato parlerà agli italiani e degli italiani. Le difficoltà restano tante per un Paese in uscita dalla crisi, ma il tunnel, ribadirà Mattarella, è stato superato. Ora serve, secondo il capo dello Stato, una iniezione di positività e la volontà di guardare avanti. L'Italia ce la può fare e ce la farà.

Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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