Mercoledì 06 Aprile 2016 - 17:15

Riina a Porta a Porta, Grasso: Mani insanguinate,non guarderò

Continua la polemica sul colloquio con il figlio del boss mafioso che andrà in onda stasera. Bersani non partecipa

Pietro Grasso

"Non mi interessa se le mani di Riina accarezzavano i figli, sono le stesse macchiate di sangue innocente. Non guarderò Porta a Porta". Il presidente del Senato, Pietro Grasso, si inserisce con durezza nella polemica scatenata dalla decisione di Bruno Vespa di mandare in onda, nella puntata di questa sera, l'intervista del figlio del boss mafioso Totò Riina.

Mentre Pier Luigi Bersani ha rinunciato alla partecipazione della puntata, in polemica con la scelta editoriale della trasmissione, la Rai ha confermato che la trasmissione, intervista compresa, andrà in onda regolarmente.

"Quello del figlio di Riina è un punto di vista sconcertante ma che si è ritenuto di portare a conoscenza dell'opinione pubblica perché sintomatico di una mentalità da "famiglia mafiosa" che è compito della cronaca registrare", si legge in una nota. Allo stesso tempo, il giorno successivo: "per offrire un ulteriore punto di vista contrapposto a quello offerto dal figlio di Riina Porta a Porta ospiterà una puntata dedicata alla lotta contro la criminalità e a chi alle battaglie contro le mafie ha dedicato la propria esistenza anche a costo della vita". Tra gli altri saranno ospiti il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone.

"Il servizio pubblico radio televisivo - prosegue la nota Rai - è da sempre quotidianamente al fianco di tutti coloro che si sono battuti e si battono per il pieno rispetto della legalità e contro tutte le forme di criminalità organizzata. Lo ha dimostrato tante volte nel passato con le sue produzioni, giornalistiche o di fiction. Lo conferma tutti i giorni come ad esempio è accaduto proprio pochi giorni fa, il 21 marzo, in occasione della giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa dall'associazione Libera di Don Ciotti, quando con un impegno senza precedenti rispetto al passato la Rai ha accompagnato questa giornata con un palinsesto dedicato, ricco di appuntamenti tra spazi informativi in diretta, approfondimenti sulle reti televisive e su quelle radiofoniche con interviste, programmi, testimonianze, film e fiction sull'argomento. Un impegno che l'azienda continuerà a portare avanti con costanza quotidianamente con una prima serata su Rai1 tra qualche settimana dedicata ai temi delle battaglie contro le mafie".

Contro l'intervista si era già scagliata oggi Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia: "Mi auguro che in Rai ci sia un ripensamento. Ma se questa sera andrà in onda l'intervista al figlio di Totò Riina, avremo la conferma che 'Porta a Porta' si presta ad essere il salotto del negazionismo della mafia e chiederò all'Ufficio di Presidenza di convocare in Commissione la Presidente e il Direttore generale della Rai".

FNSI E USIGRAI: RISCHIO SALOTTI CRIMINALI. "Dopo i Casamonica, stasera a 'Porta a Porta' la famiglia Riina. La Rai Servizio Pubblico non può diventare il salotto di famiglie criminali. Chi strumentalmente vuole invocare presunte volontà censorie, ci dica perché non si dedica almeno lo stesso spazio alle giornaliste e ai giornalisti minacciati, o addirittura sotto scorta, a causa proprio di quelle famiglie", affermano in una nota anche il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani.

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