Mercoledì, Febbraio 3, 2016 - 17:15

Intervista a Sara Anzanello

La storia di Sara Anzanello: oltrepassare i limiti per vivere l’impossibile. Non c'è tempo, nemmeno di avere paura, forse è meglio così. Quando una malattia attacca improvvisamente si chiama fulminante. Il mondo che conosci smette improvvisamente di girare. Le tue partite, quelle da vincere davvero, si spostano da un palazzetto a una stanza di ospedale. E successo a Sara Anzanello, centrale campione del Mondo con la Nazionale italiana di pallavolo. Si trova a Baku, nella Superliga dell’Azerbaigian, quando è colpita da un’epatite fulminante. 

Il 14 marzo 2013 è ricoverata a Milano per un trapianto di fegato: "Sono andata in coma praticamente subito e mi sono risvegliata a giochi fatti" ricorda, "la parte tragica dell’attesa per fortuna non l'ho vissuta. Quando mi sono risvegliata però tutto era cambiato. Le certezze, i punti di riferimento non cerano più."

"La carriera, il fisico, la forza: sono svanite in un attimo. Ho faticato a riconoscere i miei limiti per cercare di superarli. Sono situazioni difficili da gestire. Ci è voluta molta pazienza per ritrovare una certa indipendenza. La mentalità sportiva mi ha aiutato nella fase di ripresa, costanza e determinazione caratteristiche dell’atleta sono diventate fondamentali anche lontano dal campo."

Partire per recuperare il tempo perduto. A Sara tornano in mente i primi passi nel mondo del volley. Quando a quattordici anni accompagna un’amica all’allenamento e viene notata dal coach. E già alta 1.86 e le probabilità di sfondare sono enormi. Mi allenavo con il Latisana. 

"Una vitaccia, dal Veneto al Friuli andata e ritorno tutti i giorni: scuola, autobus, macchina, treno. Ero sempre in giro, a 16 anni sono andata a vivere fuori casa, giocavo in Prima Divisione ero riserva in A2. Quando tornavo in famiglia trovavo il mio piatto preferito. Le lasagne che da noi si chiama il pasticcio. Una bomba calorica dove mamma metteva dentro di tutto, ragù e quintali di mozzarella. Andavo matta anche per le patate, cucinate in tutti i modi, al forno, fritte, lesse."

Pubblicato da 
Martedì, Settembre 6, 2016 - 12:15

Pescara in A, terra di condottieri

La prima serie A nel 1977, l'ultima nel 2013. Poi i playoff vinti con il Trapani e il ritorno nell'Olimpo del calcio italiano. La storia del Pescara è ricca di imprese e sorprese. Spesso legate al nome di un condottiero che indossa i panni dell'allenatore. E' successo con Giancarlo Cadè, l'uomo che per primo conquistò il salto dalla B vincendo gli spareggi con Atalanta e Cagliari. Esattamente dieci anni più tardi è stato Giovanni Galeone, con una squadra attrezzata per la C1 e invece ripescata in B a conquistare di nuovo la serie A nel 1987.

Pubblicato da 
Mercoledì, Marzo 9, 2016 - 09:30

Totti, il campione di tutti

Per qualche minuto Madrid si è trasformata in provincia d'Italia. E' successo quando è entrato in campo Francesco Totti, nelle battute finali di Real-Roma, gara di Champions League. Il pubblico spagnolo gli ha riservato una standing-ovation, come accaduto per pochi altri grandi calciatori in quello stadio. Campioni, non avversari. E' quello che accade di fronte un personaggio in grado di incantare ad ogni tocco di palla, campione di tutti, non di una squadra sola.

Pubblicato da