Venerdì 29 Aprile 2016 - 19:00

Internet day, celebrazioni tra proteste. Renzi: Incomprensibili

"Si discute di come internet possa aiutare il Paese, su questo non ha proprio senso litigare"

Internet Day, scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Pisa

Si è conclusa con diversi contusi la giornata di celebrazione dei trent'anni dalla prima connessione a Internet, celebrata al Cnr di Pisa. Avrebbe dovuto essere presente il premier Matteo Renzi, ma ha dato forfait per la visita del vicepresidente Usa Joe Biden. Alcune centinaia di persone, però, non hanno rinunciato alle proteste che avevano programmato per la sua visita. In piazza si è presentata l'associazione Salva banche, i movimenti per la casa e gli studenti. Hanno tentato di avvicinarsi al Cnr, ma sono stati respinti dalla polizia. Due persone sono state fermate dalle forze dell'ordine e subito rilasciate. Diversi i denunciati. 

 

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"Per difendere questo teatrino organizzato a Pisa per celebrare il governo Renzi - ha raccontato un dimostrante colpito da una manganellata in testa, reggendosi una benda sulla fronte - la polizia ha più volte caricato a freddo il corteo. Qui in piazza ci sono l'associazione Salva banche, i comitati delle case popolari e gli studenti. E' un Governo ricoperto di scandali e corruzione e il Paese reale deve irrompere in questi teatrini. La polizia ci ha picchiato e caricato per impedirci anche solo di avvicinarci a questi eventi". 

Dentro intanto si celebrava la giornata. "Mi spiace per gli scontri, francamente sono abbastanza incomprensibili - ha commentato Renzi, intervenuto con un videocollegamento da palazzo Chigi -. Stiamo discutendo di come internet possa aiutare di più il Paese, è una di quelle cose su cui non ha proprio senso litigare". 

Oggi, ha annunciato la Telecom, sono circa 1.100 i comuni italiani raggiunti dalla rete fissa ultrabroadband, più di 150.000 gli armadi stradali di cui oltre 56.000 in fibra ottica, un patrimonio di 11 milioni di chilometri di fibra, 10.400 le centrali telefoniche sul territorio, 33 milioni le borchie installate nelle abitazioni. Ma non basta. "Nel Consiglio dei ministri di oggi - ha annunciato Renzi - partiremo proprio dalla banda larga. Ci sono le zone A e B, quelle più favorite, ma anche le C e D, quelle in cui portare la banda larga è più difficile, lo dico con un termine tecnico-giuridico, quelle un po' più 'sfigate'. Oggi lo Stato mette i soldi per portare la banda larga anche lì. C'è il primo via libera, finalmente si parte".

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  • redazione web
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