Venerdì 27 Aprile 2018 - 17:30

Iniesta saluta Barça in lacrime: "Ho vissuto un sogno"

Dopo 22 anni con la maglia del Barcellona, il calciatore spagnolo lascia il club

Barcellona, Andres Iniesta annuncia il suo addio al calcio giocato a fine stagione

I grandi campioni sanno sempre quando è il momento giusto per uscire di scena. Così Andres Iniesta a 33 anni ha annunciato che a fine stagione lascerà il Barcellona, la squadra con cui ha vinto tutto nel corso di 22 anni di militanza. Una decisione che lascia lascia un enorme buco nel leggendario club e nel cuore degli appassionati di calcio di tutto il Mondo.

Considerato uno dei più grandi giocatori della sua generazione e tra i centrocampisti più dotati di tutti i tempi, Iniesta ha annunciato il suo addio ai colori blaugrana nel corso di una conferenza stampa davanti a tutti i suoi compagni di squadra. "È una decisione molto ponderata, pensata internamente fra me stesso e i miei familiari. Dopo 22 anni qui so cosa significa essere un giocatore di questa squadra, per me la migliore del mondo", ha detto Iniesta. Il fuoriclasse spagnolo sarà ricordato come 'l'umile Galactico', quasi l'anti-star, che ha preferito allo status di moderno eroe del calcio, una vita da tranquillo uomo di famiglia lontano dal bagliore dei media. Il 'modesto' Don Andres, autore del gol che ha regalato alla Spagna la sua prima storica Coppa del Mondo nel 2010, lascia come il giocatore spagnolo più vincente di sempre con oltre 30 trofei e due 'triplete' con il Barcellona nel 2009 e nel 2015. "So cosa significa essere un capitano e la responsabilità che comporta. Quindi, essendo onesto con me stesso e con il club che mi ha dato tutto, so che il mio tempo qui è finito perchè in futuro non potrei dare più il meglio di me stesso", ha proseguito commosso Iniesta. "Se avessi immaginato di finire la mia carriera qui, il modo sarebbe stato questo", ha detto ancora Iniesta davanti a tutti i suoi compagni presenti nella sala stampa del Camp Nou. "Prima di concludere vorrei ringraziare il club e La Masia perché quello che sono oggi come giocatore e persona è stato in gran parte merito loro", ha dichiarato ancora il centrocampista spagnolo.

Fisico minuto, ma tecnica sopraffina: Iniesta è un genio creativo, i suoi dribbling e i suoi passaggi sono autentica poesia per gli amanti del gioco del calcio. "Quando le cose si fanno difficili, voglio sempre averlo vicino a me", ha detto Messi nell libro sulla vita di Iniesta dal titolo The Artist. Pochi giocatori del Barcellona hanno vinto una standing ovation dagli storici tifosi rivali del Real Madrid, Iniesta ci è riuscito quando ha trascinato il Barça a una storica vittoria per 4-0 nel Clasico allo stadio Bernabeu nel 2015. Nato nel villaggio di Fuentealbilla, tra Madrid e Valencia, dove c'è una statua di bronzo che lo celebra, Iniesta è stato scoperto dal Barcellona a 12 anni. In maglia blaugrana ha debuttato a 18 anni vincendo quattro Champions League e sette campionati spagnoli, segnando 57 gol in 669 presenze. "Ho avuto la possibilità di vivere momenti magici, ma mi rimane il giorno in cui ho debuttato con la prima squadra. Tutto quello che è successo era un sogno e quel giorno è diventato realtà", ha ricordato Iniesta a conferma della sua incredibile modestia.

Immediato il tributo del mondo del calcio al fuoriclasse spagnolo. "È stato il giocatore più importante di questa era vincente iniziata nel 2004", ha detto il presidente del Barcellona Josep Maria Bartomeu. "Potrei passare un sacco di tempo a parlare di lui, parte della storia del Barça negli ultimi 15 o 20 anni non sarebbe stata possibile senza Iniesta", ha dichiarato il suo ex allenatore Pep Guardiola. "Voglio solo dirgli grazie perché mi ha aiutato a capire meglio il gioco. Quando decide di lasciare, forse tra un decennio, tornerà a Barcellona e potrà insegnare agli altri quello che ha mostrato sul campo", ha aggiunto. Anche l'allenatore degli arci rivali del Real Madrid, Zinedine Zidane, gli ha reso omaggio: "È un calciatore che ha fatto sognare tutti e che ammiravo vedere giocare. Penso che meritasse di vincere un Pallone d'Oro, in particolare quando ha vinto la Coppa del Mondo". E proprio i Mondiali di Russia saranno il palcoscenico ideale per un addio in grande stile, come ha fatto capire il ct della Spagna Julen Lopetegui: "Non voglio parlare di lui al passato, ma al presente. Andrés è un giocatore che rimane assolutamente selezionabile ed è un titolare indiscusso".

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