Mercoledì 03 Febbraio 2016 - 10:15

Inflazione, Istat: Nel paniere del 2016 entrano tatuaggi e bevande vegetali

Escono le cuccette dai nuovi prodotti per il calcolo della variazione dei prezzi

Il tatuaggio entra nel paniere

Il pantalone corto uomo, i leggings bambina e il tatuaggio. Sono alcuni dei prodotti che entrano nel paniere Istat 2016 per il calcolo dell'inflazione. Con loro vengono considerati per la variazione dei prezzi, tra i 1.484 prodotti elementari di quest'anno, anche la lampadina led, i panni cattura polvere, i servizi integrati di telecomunicazione (Tv, internet e voce) e l'alloggio universitario. Escono dal paniere le cuccette e i vagoni letto.

La rilevazione dei prezzi delle automobili usate, sottolinea l'istututo statistico, va a integrare quella dei prezzi delle automobili nuove, mentre il trapano elettrico arricchisce la gamma di prodotti nel segmento di consumo utensili e attrezzature a motore per la casa e il giardino.

Nel 2015 i prodotti elementari considerati dai panieri per l'intera collettività nazionale (Nic) e per le famiglie di operai e impiegati (Foi) erano 1.457, raggruppati in 901 prodotti, a loro volta raccolti in 400 aggregati.

Nel 2016 l'aggiornamento della struttura di ponderazione ha comportato, diversamente dagli ultimi anni, un aumento, anche se lieve, del peso dei beni nel paniere Nic, (da 53,55% a 53,72%), con una contestuale riduzione di quello dei servizi (da 46,45% a 46,28%). Ciò è principalmente imputabile all'aumento del peso dei beni durevoli e degli alimentari non lavorati e alla diminuzione del peso dei servizi relativi ai trasporti.

Considerando le divisioni di spesa, gli aumenti di peso più consistenti riguardano i Servizi ricettivi e di ristorazione e gli Altri beni e servizi. I cali più rilevanti interessano invece la divisione Trasporti seguita da Mobili, articoli e servizi per la casa.

LENTE SU 80 CAPOLUOGHI. Sono 80 i comuni capoluogo che quest'anno, come nel 2015, contribuiscono alla stima dell'inflazione con riferimento al paniere completo. Lo riferisce l'Istat, sottolineando che in termini di popolazione provinciale la copertura dell'indagine è pari all'83,5%.

Altri 16 comuni, quattro in più rispetto al 2015, contribuiscono alla stima dell'inflazione per un sottoinsieme di prodotti (tariffe locali, alcuni servizi e carburanti), il cui peso sul paniere Nic è dell'8,9%. Per questi prodotti la copertura dell'indagine, in termini di popolazione provinciale, è del 92,4%.
 

Nei comuni sono più di 42.300 le unità di rilevazione (tra punti vendita, imprese e istituzioni) e quasi 8mila le abitazioni presso le quali sono rilevati i prezzi e i canoni d'affitto. Sono 1.187 i distributori di carburanti per i quali i prezzi sono rilevati attraverso la base dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel complesso, le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese sono circa 607mila, di cui più di 495.500 raccolte sul territorio, quasi 111.500 rilevate centralmente dall'Istat tramite web (anche con l'utilizzo di tecniche di web scraping) o acquisendo informazioni da diversi soggetti (Agenzia delle dogane e dei monopoli, Aiscat, Farmadati, Associazione Italiana degli Editori, Quattroruote, ecc.) o, ancora, dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo economico (circa 3.600 quotazioni).
 

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  • redazione web
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