Lunedì 22 Febbraio 2016 - 10:15

Inflazione, Istat: -0,2% a gennaio sul mese, +0,3% su anno

Secondo l'istituto statistico l'inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,4%

Istat: Carrello spesa rallenta al +0,3% annuo a gennaio

I prezzi al consumo sono calati dello 0,2% a gennaio su dicembre, ma hanno accelerato al +0,3% su anno rispetto al +0,1% fatto registrare nell'ultimo mese del 2015. Lo riferisce l'Istat, confermando la stima preliminare sull'inflazione a gennaio. Secondo l'istituto statistico l'inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,4%. Il lieve rialzo dell'inflazione, spiega l'Istat, è principalmente imputabile al ridimensionamento della flessione dei beni energetici non regolamentati (-5,9%, da -8,7% di dicembre) e all'inversione della tendenza dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+0,5%, da -1,7% di dicembre). Questa dinamica è attenuata dal rallentamento della crescita degli alimentari non lavorati (+0,6%; era +2,3% il mese precedente).

Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l''inflazione di fondo' sale a +0,8% (da +0,6% di dicembre) e quella al netto dei soli beni energetici passa a +0,8% (da +0,7% di dicembre). Il ribasso mensile dell'indice generale è essenzialmente dovuto alla diminuzione dei prezzi dei beni energetici (-2,4%). A seguito dell'accelerazione della crescita su base annua dei prezzi dei servizi (+0,7% da +0,3% di dicembre) e della flessione dello 0,1% dei prezzi dei beni (la stessa registratra a dicembre) il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di quattro decimi di punto percentuale. L'indice Ipca diminuisce del 2,2% su base mensile e aumenta dello 0,4% su base annua (da +0,1% di dicembre), confermando la stima preliminare. La flessione congiunturale è in larga parte da ascrivere ai saldi invernali dell'abbigliamento e calzature, di cui l'indice Nic non tiene conto. L'indice Foi, al netto dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% rispetto a dicembre e aumenta dello 0,3% nei confronti di gennaio 2015.

RALLENTA CARRELLO DELLA SPESA - I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono a gennaio dello 0,2% rispetto a dicembre e aumentano dello 0,3% su base annua, dal +0,9% del mese precedente. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,3% in termini mensili e registrano un aumento su base annua dello 0,1%, contro la variazione nulla di dicembre su dodici mesi.

L'INFLAZIONE NELLE 10 PRINCIPALI CITTA' ITALIANE - Dieci tra le principali città italiane - capoluoghi o città con oltre 150 mila abitanti - che a gennaio, su base annua, registrano una variazione annua dei prezzi nulla o risultano in deflazione. A Milano, Firenze, Perugia, Ravenna, Reggio Calabria e Palermo i prezzi sono fermi rispetto a gennaio 2015. Registrano invece tassi negativi Potenza (-0,2%), Trieste (-0,2%), Bari (-0,3%) e Verona (-0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Venezia, Aosta, L'Aquila e Bolzano (+0,6% per tutti e quattro) sono le città in cui i prezzi registrano gli incrementi più elevati rispetto a gennaio 2015. Seguono Bologna (+0,5%), Napoli, Genova e Trento (+0,4% per tutti e tre), Ancona (+0,3%), Torino,  Cagliari, e Catanzaro (+0,2%) e Roma (+0,1%).

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