Martedì 05 Aprile 2016 - 16:15

Petrolio, Ingroia: Renzi? Intervento senza precedenti

L'ex magistrato a LaPresse: "Siamo davanti al ritornello della politica che attacca i magistrati quando si sente minacciata"

Antonio Ingroia

"L'intervento di Renzi ieri, tempestivo, in diretta, quasi online, contro i pm di Potenza, è senza precedenti. Non l'avevo mai visto". Così, sostiene a LaPresse, Antonio Ingroia attualmente presidente di Azione Civile, ex magistrato, uno che agli attacchi da parte dei palazzi del potere nella sua carriera in magistratura ci aveva fatto il callo, e che alla Procura di Palermo come pm si è occupato anche del processo sulla cosiddetta Trattativa Stato-mafia.

Nel 2012, in vista delle elezioni politiche, Ingroia annunciò la sua candidatura a Presidente del Consiglio a capo della lista 'Rivoluzione Civile', un' esperienza elettorale che vide l'ex magistrato rimanere fuori dal parlamento con la sua formazione politica. Ingroia prestò poi giuramento divenendo avvocato.
A luglio 2013 è stato nominato, dal presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, commissario di Sicilia e-Servizi, la società che gestisce l'informatica della Regione Sicilia, di cui è diventato poi amministratore unico nel 2014.

Stavolta l'affondo nei confronti della magistratura non è arrivato da Berlusconi, ma da Renzi, diretto ai pm di Potenza, accusati di fare inchieste con la cadenza delle Olimpiadi e di non arrivare quasi mai a sentenza definitiva. Ingroia si dice solo in parte sorpreso dalle parole del premier. "Purtroppo siamo davanti al solito ritornello della politica che attacca i  magistrati quando si sente minacciata dalle indagini. E, comunque, se si arriva così lentamente alle sentenze non è colpa dei magistrati, ma è soprattutto colpa della politica, a cominciare dal governo Renzi, che non ha mai fatto una seria riforma della giustizia per accorciare i tempi dei processi. Non me lo aspettavo da questo governo da Renzi, perché non c'erano stati precedenti, ma bisognava aspettarselo nel momento in cui c'è una minaccia diretta. La magistratura, sia pur simbolicamente, entra a Palazzo Chigi, per una audizione del ministro Boschi... ed  ecco che subito il presidente del Consiglio, il capo del governo scende in campo. Ripeto, non mi meraviglia, in fondo è un vecchio cliché".

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