Venerdì 27 Ottobre 2017 - 13:15

Incendi, emergenza in Piemonte: chiesto lo stato di calamità

Devastate ampie aree in provincia di Cuneo e Torino. Nel capoluogo fumi e Pm10 quattro volte i limiti

Val Susa, incendio sulle montagne sopra Susa nella frazione di Mompantero

E' emergenza in Piemonte per gli incendi che da giorni colpiscono vaste aree del territorio, in particolar modo in provincia di Cuneo e Torino. La Regione ha formalizzato l'avvio della procedura di richiesta dello stato di calamità, che potrà concretizzarsi però solo quando sarà possibile fare la stima dei danni. Per ricostituire i boschi andati in fiamme, secondo la Coldiretti, ci vorranno almeno 15 anni. Dal 10 ottobre, quando è cominciato lo stato di massima allerta, sono state impiegate più di 2mila persone e 500 mezzi. Al momento sono circa 2200 i volontari Aib, Corpo antincendi boschivi, oltre a vigili del fuoco e protezione civile, presenti sui luoghi interessati, impiegati su 3 turni giorno e notte. Complice il forte vento, non si prevede un miglioramento significativo delle condizioni e resta lo stato di massima allerta fino all'inizio della prossima settimana.

Il fronte delle fiamme è di decide e decine di chilometri e migliaia di ettari di bosco bruciato, concentrati fra Valle Stura, dove è stato interrotto il traffico sulla statale del Colle della Maddalena per la Francia, e Val Varaita, nel cuneese, pinerolese, Val di Susa e Locana, nel torinese. Diversi abitanti di una borgata di Mompantero, in Val di Susa, hanno lasciato le proprie abitazioni perché le fiamme sono arrivate a lambire le case. Alcuni vigili del fuoco in mattinata sono stati circondati dalle fiamme a causa del forte vento, che ha impedito l'intervento dei canadair, alimentando ancor più i roghi.

L'operatività dei mezzi, rimarca il governatore Sergio Chiamparino per arginare possibili polemiche, "è decisa dalla centrale operativa sulla base di criteri tecnici e di contesto, in ottica di gestione delle priorità dell'evento, non in base a richieste politiche o amministrative. Sindaci e comunità devono avere la tranquillità di essere in mano a un sistema integrato e coordinato che ha sempre funzionato, sta funzionando e funzionerà".

Come spesso in queste circostanze, a peggiorare il quadro ci sono i piromani: "Ci permettiamo di sottolineare - rimarca la Regione - la necessità di una grande attenzione da parte del sistema delle forze dell'ordine, non tanto nell'attività operativa anti-incendio, ma in quella di prevenzione, perchè c'è il sospetto che questa situazione possa dare adito a gesti dolosi che possano aumentare il fronte di intervento".

Il Piemonte, che arriva da una situazione di forte criticità per la siccità che perdura da mesi, col 98% di pioggia in meno rispetto alla media di ottobre, si trova così a dover fronteggiare una doppia crisi ambientale. Ieri l'Arpa ha rilevato a Torino il livello di Pm10, le polveri sottili, a 199 mcg/mc, quasi quattro volte la soglia, che è di 50 mcg/mc. "E' evidente che, bruciando boschi su aree così vaste - rimarca la Regione -, gli effetti sull'aria si sentono e provocano sensazioni sgradevoli e comprensibili preoccupazioni nella popolazione. Ma l'Arpa sta monitorando la situazione, e dal momento che brucia materiale vegetale non c'è propagazione di sostanze tossiche. Non sottovalutiamo gli effetti, ma il monitoraggio è attivo e costante". Anche la Città di Torino fa sapere che "sta monitorando in maniera costante la situazione ambientale in virtù dell'aumento dei valori di Pm10". Per questo è stato convocato un tavolo tra Comune, Città Metropolitana, Regione, Asl, Arpa e protezione civile per valutare possibili azioni.

Scritto da 
  • Silvia Caprioglio
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