Mercoledì 20 Gennaio 2016 - 12:30

Ilva, Ue apre indagine approfondita sugli aiuti di Stato

La Commissione valuterà se conferiscano all'azienda un vantaggio indebito precluso ai concorrenti

Ilva, Ue apre indagine approfondita per aiuti di Stato

 La Commissione europea ha avviato un'indagine approfondita per stabilire se il sostegno dato dall'Italia alle acciaierie Ilva rispetti la normativa Ue sugli aiuti di Stato. Lo annuncia una nota di Bruxelles, che sottolinea che nell'indagine la Commissione "vaglierà in particolare se l'accesso agevolato al finanziamento accordato all'Ilva per ammodernare lo stabilimento di Taranto conferisca all'azienda un vantaggio indebito precluso ai concorrenti".

"Data l'urgenza di decontaminare il sito Ilva di Taranto - continua l'Ue - la decisione della Commissione prevede inoltre garanzie che consentono all'Italia di attuare immediatamente il risanamento ambientale".

Lo commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, spiega che "in tutta l'Ue l'industria siderurgica deve fare i conti con la sovraccapacità a livello mondiale e con la forza delle importazioni", per questo le norme europee "consentono agli Stati membri, per esempio, di sostenere le attività di ricerca o di alleviare i costi energetici delle imprese siderurgiche", mentre Bruxelles si occupa di applicare "provvedimenti antidumping o antisovvenzioni".

Nel caso specifico dell'Ilva, prosegue Vestager, "collaboreremo con l'Italia". "La migliore garanzia di un futuro sostenibile per la produzione siderurgica nel Tarantino - sostiene la commissaria - è la cessione delle attività dell'Ilva a un acquirente che le metta in conformità con le norme ambientali e le sfrutti a scopi produttivi. La decisione odierna chiarisce inoltre all'Italia che può sostenere il risanamento della grave situazione ambientale nel sito di Taranto, purché la spesa sostenuta sia poi rimborsata dall'inquinatore".

Lo stabilimento Ilva di Taranto è il più grande impianto siderurgico dell'Ue, in grado di produrre, a piena capacità, un volume pari a quello ottenuto nel 2015 da Bulgaria, Grecia, Ungheria, Croazia, Slovenia, Romania e Lussemburgo messi assieme. La Commissione ha ricevuto numerose denunce di parte contro misure che lo Stato italiano avrebbe adottato per tenere artificialmente a galla l'Ilva.

Fra queste misure, ricorda Bruxelles, che potrebbero valere complessivamente finanziamenti statali per un importo attorno ai 2 miliardi di euro, ci sono le garanzie statali sui prestiti, una legge che, in caso di fallimento, attribuisce in via eccezionale ai prestiti concessi all'Ilva la priorità assoluta di pagamento anche rispetto ai debiti verso enti pubblici, una legge che consente all'Ilva di attingere ai fondi sequestrati ai suoi azionisti ed ex dirigenti nel contesto del procedimento penale pendente prima ancora che ne sia accertata la proprietà e la risoluzione, mediante svincolo di fondi a favore dell'Ilva, del contenzioso che da tempo la opponeva alla società di Stato Fintecna.

 

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