Venerdì 09 Giugno 2017 - 21:15

Ilva, incontro governo-sindacati. Esuberi scendono da 5.500 a 4.200

Landini: "Condizione per accordo? Nessun licenziamento"

Gentiloni e Calenda incontrano i Rappresentanti sindacali per la vertenza Ilva

"In questo percorso è utile il confronto con voi. Poi ci sarà il vostro confronto anche con gli aggiudicatari, i commissari. Però per noi è un modo attraverso il quale la funzione che voi esercitate può trovare da parte mia ascolto. Datemi l'opportunità di sentire il vostro punto di vista". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha aperto il tavolo con i sindacati su Ilva.

La cordata Am Investco, che si è aggiudicata l'Ilva, prevede l'impiego di circa 10mila lavoratori, riducendo così gli esuberi a 4.200 dai 5.500 originariamente previsti, hanno detto i rappresentanti del Governo ai sindacati, secondo quanto riferito ai cronisti dal segretario della Uilm, Rocco Palombella. 

"Non ci sarà la curva né di discesa né di risalita, saranno sempre 10mila. Noi consideriamo queste modifiche una cosa di diverso da quello che ci è stato presentato, il piano va negoziato nella sua interezza, anche dal punto di vista industriale. Bisogna modificare gli esuberi, tutti i lavoratori devono stare dentro la stessa società. C'è la possibilità che tutti gli organici possano essere ricollocati e tutti possano continuare a lavorare", ha spiegato Palombella.

"Il punto condizione" per un accordo "è mantenere l'occupazione, non vogliamo nessun licenziamento", ha dichiarato inoltrre ì il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, uscendo da Palazzo Chigi. "Per poter garantire questi livelli di occupazione bisogna che non si riduca la capacità produttiva. Abbiamo posto il problema dell'assetto proprietario - ha aggiunto - oltre Arcelor Mittal, ci deve essere una presenza diversa, di ulteriore garanzia. Non si parla solo di Ilva, ci sono altre vicende aperte che richiamano il ruolo strategico del settore".

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