Mercoledì 15 Marzo 2017 - 20:45

Il legale della Juve: Non c'entriamo nulla, Agnelli andrà all'Antimafia

Nessuna zona grigia, l'angolo di visuale della Juventus era "assolutamente bianco', perché Dominello "era e si presentava come un ultrà" e "non ci si poteva accorgere di qualcosa di diverso"

Commissione antimafia - Audizione dell'avvocato Luigi Chiappero

 Nessuna zona grigia, l'angolo di visuale della Juventus era "assolutamente bianco', perché Dominello "era e si presentava come un ultrà" e "non ci si poteva accorgere di qualcosa di diverso". Nel nuovo capitolo sul 'caso' relativo ai presunti rapporti tra alcuni esponenti del club ed ultrà sospettati di essere legati alla criminalità organizzata per la gestione degli abbonamenti allo Stadium, oggi ha provato a fare chiarezza il legale dei campioni d'Italia Luigi Chiappero. Scenario del suo intervento la Commissione Antimafia, che solo una settimana fa aveva audito, con polemiche annesse, il procuratore Figc Giuseppe Pecoraro. Convitato di pietra il numero 1 del club Andrea Agnelli, che però come ha confermato la presidentessa dell'Antimafia Rosy Bindi "verrà ascoltato in Antimafia, non era mai stato dato per certo". Lo stesso avvocato ha aggiunto durante la sua audizione che "vi è la totale disponibilità del nostro presidente ad essere qui per dare il suo contributo. La Juventus vuole essere un'eccellenza italiana e il suo presidente vuole dare il suo contributo". E sul presidente di corso Galileo Ferraris, parlando con i cronisti, la difesa è stata ancora più netta: "Dominello è stato intercettato per 2 anni e mezzo, non c'è una telefonata che riguarda il presidente Andrea Agnelli, mai, mai. Non c'è mai riferimento neanche ad un incontro con il nostro presidente".

In Commissione il nodo è ovviamente Rocco Dominello, che è accusato di essere un esponente della cosca Pesce-Bellocco capace di dar vita di 'bagarinaggio consentito' dei biglietti per lo stadio dei bianconeri. La posizione della Juve è chiara: "Il security manager della Juve, Alessandro D'Angelo, parla con un signore che viene dalla curva, che ha un certificato penale pulito. La Digos non ha mai segnalato di un ndranghetista alla Procura, doveva accorgersi D'Angelo che questo signore aveva delle caratteristiche diverse da quelle che manifestava?". La Bindi ascolta Chiappero, che tornerà a San Macuto mercoledì prossimo, si 'accende' ("Ci preoccupa che venga negato il fenomeno, che voi lo neghiate, il fenomeno c'è, esiste") e lancia un appello all'intero mondo del calcio: "E' un quadro con molti elementi di preoccupazione, nessuno può ritenersi immune da infiltrazioni criminali, dal bagarinaggio all'ordine pubblico". In attesa del prossimo round (possibile anche l'audizione del numero 1 Figc Tavecchio nell'ambito dell'approfondimento sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio professionistico nella serie A), il pensiero va all'inchiesta in Procura federale vicina alla chiusura. Se il club allenato da Allegri è al riparo da conseguenze penali, potrebbe avere delle lievi ricadute sul piano della giustizia sportiva. Infatti secondo le accuse potrebbe aver violato l'articolo 12 del Codice, che regola i complessi rapporti tra club e tifo organizzato, in primis proprio la vendita dei biglietti. Pertanto nell'ipotesi più probabile potrebbe arrivare un'ammenda e il deferimento di qualche dirigente. Anche qui Chiappero è 'bianco': "Oggi come oggi non c'è nessuna possibilità di fare patteggiamenti, perché noi rimandiamo al mittente qualunque tipo di accusa che ci venga rivolta come una conoscenza anche solo indiretta di quello che c'era dietro le curve".
 

Scritto da 
  • Alessandro Banfo
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