Lunedì 22 Gennaio 2018 - 15:00

Il Fmi: "Il Pil dell'Italia accelera ma con le elezioni a rischio le riforme"

Riviste al rialzo le stime: +1,4% nel 2018. Aumentate anche le stime sul Pil Usa per la riforma fiscale di Trump: "Ma a lungo termine diventerà un peso"

Washington, apertura della conferenza stampa della Banca Mondiale

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le stime sul Pil dell'Italia e vede una crescita dell'1,4% nel 2018, dopo l'1,6% atteso nel 2017, e dell'1,1% nel 2019. Lo si legge nell'aggiornamento del World Economic Outlook, diffuso alla vigilia dell'avvio dei lavori del forum economico di Davos. Il Fmi, rispetto allo scorso ottobre, ha ritoccato al rialzo di 0,3 punti percentuali le previsioni per quest'anno e di 0,2 punti quelle per il prossimo.

Tuttavia, sottolinea il Fondo monetario, il voto in Italia porta con sé "rischi" sull'attuazione delle riforme e sull'ipotesi di un'inversione nelle politiche. "L'incertezza politica - spiega il Fmi - dà origine anche a rischi sull'attuazione delle riforme o sulla possibilità di una rielaborazione dei programmi politici, anche nel contesto delle prossime elezioni in diversi paesi" tra cui l'Italia, ma anche Brasile, Colombia e Messico.

IL PIL DEGLI USA E LA RIFORMA DI TRUMP. Gli Stati Uniti sono in forte accelerazione ma i benefici della riforma fiscale di Trump, in particolare della tassazione favorevole alle imprese, presenteranno il conto "in un secondo momento" rallentando la crescita. La precisazione arriva sempre dal Fmi, che aumenta le stime sul Pil Usa al 2,7% e al 2,5% di crescita rispettivi nel 2018 e nel 2019, con ritocchi in positivo di 0,4 punti e di 0,6 punti percenutali.

Secondo il Fondo, la riforma delle tasse sosterrà il Pil Usa fino al 2020, ma l'aumento del deficit pubblico "richiederà un aggiustamento fiscale lungo la strada" e il Pil "sarà inferiore rispetto alle previsioni precedenti per alcuni anni dal 2022 in poi, compensando alcuni dei precedenti guadagni". Nel Weo si spiega che "qualunque sarà l'impatto che la riduzione delle tasse avrà su un'economia così vicina alla piena occupazione, verrà ripagato in un secondo momento sotto forma di crescita più bassa, con la scadenza degli incentivi temporanei (in particolare per gli investimenti) e l'aumento del debito federale che richiederà un pedaggio nel tempo".

PIL DELL'EUROZONA IN CRESCITA. Il Pil dell'eurozona crescerà del 2,2% nel 2018, dopo l'incremento del 2,4% atteso nel 2017, per poi rallentare leggermente al 2% il prossimo anno. Il Fondo ha rivisto al rialzo di 0,3 punti percentuali entrambe le stime sulla crescita dall'area dell'euro. Tra le principali economie europee, quella della Germania è vista al +2,3% nel 2018 e al +2% nel 2019, con revisioni al rialzo di 0,5 punti per entrambi gli anni rispetto allo scorso ottobre. La Francia invece dovrebbe crescere dell'1,9% sia quest'anno sia il prossimo, con un lieve aggiustamento in positivo di 0,1 punti per il 2018, mentre rimane stabile la stima sul 2019. In Spagna, il Pil è visto al +2,4% e al +2,1%, con limature rispettive di 0,1 punti al ribasso e al rialzo.

"I tassi di crescita per molte delle economie dell'area dell'euro sono stati rivisti al rialzo, soprattutto per Germania, Italia e Paesi Bassi, riflettendo il maggiore impulso della domanda interna e una maggiore domanda esterna", spiega il Fmi. "La crescita in Spagna, che è stata ben al di sopra del potenziale, è stata leggermente ridotta per il 2018, riflettendo gli effetti dell'incremento dell'incertezza politica sulla fiducia e sulla domanda", continua il Fondo.

LAGARDE: INCORAGGIATI SI' MA NON COMPIACIUTI. La crescita globale sta accelerando dal 2016 e "tutti i segnali indicano che il rafforzamento continuerà quest'anno, nel 2018, e il prossimo, nel 2019", ma "la compiacenza è uno dei rischi contro i quali dovremmo essere preparati", ha sottolineato Christine Lagarde. Secondo la direttrice del Fmi, "dovremmo essere incoraggiati ma non interamente soddisfatti" dalla situazione, dal momento che molte persone sono rimaste escluse dalla crescita economica, ma anche dal momento che si tratta di "una ripresa soprattutto ciclica" e che "rimangono molte incertezze" a livello di vulnerabilità del settore finanziario, rispetto alle quali è necessario che si rimanga "vigili".

Ancora una volta, la numero uno del Fmi ha invitato a sfruttare il momento positivo per intervenire con riforme strutturali, sottolineando che "le strade qui vengono spazzate quando ha smesso di nevicare". Un riferimento alla neve che sta cadendo sulla cittadina svizzera che ospita il World Economic Forum. Pur confermando come nel breve termine la situazione si presenti positiva, Lagarde ha quindi segnalato che "ciò che vediamo nel medio termine ci dà motivi di preoccupazione".

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