Mercoledì 12 Ottobre 2016 - 15:00

Il 60% genitori di bimbi malati di diabete si sente oppresso

I giovani sostengono invece di non vivere con imbarazzo il proprio disturbo

Il 60% dei genitori di bimbi malati di diabete si sente "oppresso"

La principale preoccupazione per i genitori di un bambino con diabete? La riduzione del livello di zuccheri nel sangue e le crisi di ipoglicemia. È questo il vero incubo per 7 genitori italiani su 10, secondo l'indagine internazionale Dawn Youth promossa dalla International Diabetes Federation (IDF) e dalla International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD), con il contributo di Novo Nordisk, e condotta su circa 7mila bambini e ragazzi con diabete, sui loro genitori e sugli operatori sanitari. Genitori che, in 6 casi su 10, si sentono in qualche modo "oppressi" dalla malattia del figlio; in 1 caso su 2 (47%) dichiarano di avere avuto per questo motivo ripercussioni negative sul lavoro, e per il 33% denunciano un impatto economico da moderato a forte sul proprio bilancio familiare. Più positivi, invece, i diretti interessati, ossia i bambini e gli adolescenti con diabete, che nella stragrande maggioranza dei casi (93%) dichiarano che la malattia non ha mai causato, se non di rado, imbarazzo, e che nel 95% dei casi pensano di non sentirsi mai, o solo qualche volta, discriminati o limitati nelle proprie relazioni sociali e godono complessivamente di una buona qualità di vita. Anche se 3 giovani su 4 confessano che raramente il loro diabete è sotto controllo. Secondo i dati della Siedp, sono 18mila i bambini e gli adolescenti colpiti in Italia dal diabete tipo 1, la forma più grave della malattia che richiede la somministrazione dell'insulina, attraverso iniezioni da quattro a sei volte al giorno oppure l'impiego del microinfusore.

"Che la paura di episodi di ipoglicemia, in particolare quelli notturni, nei propri figli preoccupi oltremodo i genitori non stupisce", spiega Fortunato Lombardo, coordinatore del gruppo di studio sul diabete della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp). "Il numero di giovani e bambini con diabete tipo 1 è in crescita, particolarmente nella fascia di età inferiore ai 6 anni. Soprattutto, esiste un'importante percentuale di giovani, circa il 30%, a cui la malattia viene diagnosticata solo quando si manifesta la chetoacidosi, una grave crisi dovuta all'impossibilità dell'organismo di utilizzare il glucosio come fonte energetica - per mancanza di insulina - che viene quindi sostituito con i grassi. Infatti, frequentemente i sintomi iniziali del diabete in un bambino sono spesso confusi con altre malattie", aggiunge Franco Cerutti, presidente Siedp.

Ai bambini tra i 3 e gli 8 anni con diabete tipo 1 è dedicata una nuova app - Pancry Life, ideata da AGDI Italia. Pancry Life è la prima applicazione di tale genere progettata per iOS e Android (già disponibile per l'installazione su Apple Store e Google Play) e si pone a metà strada tra il gioco elettronico e lo strumento educativo. Attraverso il gioco il bambino costruisce il proprio 'avatar' e inizia l'avventura interattiva con l'aiuto di un simpatico personaggio parlante: Pancry, che lo aiuta e affianca in tutti i momenti cruciali del gioco, prettamente incentrato sulle azioni giornaliere per tenere sotto controllo e trattare il diabete.

Scritto da 
  • redazione web
Tags 
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Giornata contro Aids, 3.444 nuovi casi in Italia nel 2015

Giornata contro Aids, 3.444 nuovi casi in Italia nel 2015

Sabato 3 e domenica 4 dicembre torna l'iniziativa 'Un bonsai per Anlaids'

Bio-On, rivoluzione in cosmetica: addio alle microplastiche

Bio-On, rivoluzione in cosmesi: addio ai polimeri artificiali

Microplastiche naturali li sostituiranno in creme e rossetti

Dalla soia effetti negativi sulla fertlità maschile

Dalla soia effetti negativi sulla fertilità maschile

A riverlarlo uno studio presentato dal ricercatore della Fondazione Ivi

Tumore cerebrale del bambino, si può predire prognosi grazie a test

Tumore cerebrale del bambino, si può predire prognosi con test

Lo studio è il risultato di un lavoro condotto dalla dottoressa Daniela Chieffo