Venerdì 28 Aprile 2017 - 19:15

I Simple Minds stregano i fan con un live acustico a Milano

Show al teatro degli Arcimboldi per chiudere il tour italiano

I Simple Minds stregano i fan con un live acustico a Milano

E' una lunga storia d'amore quella tra i Simple Minds e l'Italia, cominciata negli anni '80, il decennio di massimo splendore della band di Glasgow, e proseguita senza sosta fino ad oggi. Un rapporto speciale che è stato confermato - se mai ce ne fosse stato bisogno - nel corso delle sei date del 'Simple Minds Acoustic Live '17', il tour unplugged intrapreso da Jim Kerr e Charlie Burchill, che ieri sera ha visto il gruppo scozzese entusiasmare il pubblico del Teatro degli Arcimboldi a Milano nell'ultimo show nel nostro Paese dopo quelli di Torino, Ancona, Roma, Bologna e Firenze, quasi tutti sold-out. "Stasera siamo tristi perché è l'ultimo concerto in Italia", dice nella nostra lingua Kerr - il cantante dei Simple Minds che divide la sua vita tra Glasgow e Taormina dove possiede un albergo - durante i bis, con il pubblico che ormai ha abbandonato le poltrone tutto in piedi. A quel punto l'audience, composta in prevalenza da 45-50enni che negli anni '80 hanno vissuto l'epoca dorata di 'New Gold Dream' e il successo planetario di 'Don't You (Forget About Me)', è già stata conquistata da un'esibizione che però non è meramente nostalgica.

La scaletta del concerto

I Simple Minds in questo tour hanno rivitalizzato il loro repertorio in chiave acustica con un'idea - come racconta ancora il frontman in uno dei tanti siparietti a metà tra l'italiano e l'inglese - che Kerr e il chitarrista Burchill avevano in testa da vent'anni e che non si era mai concretizzata. "Ci sembrava noiosa, poi in Svizzera ci hanno offerto tanti soldi e sapete come siamo noi scozzesi con il denaro...", ha spiegato ancora tra il serio e il faceto il cantante. In realtà la veste acustica non toglie grandiosità agli inni storici della band e il concerto ha poco di intimo nonostante l'ambientazione teatrale e la strumentazione scarna. E lo si capisce subito con il brano d'apertura, 'New Gold Dream', la title track del disco capolavoro dei Simple Minds del 1982, perfetta sintesi di elettronica, new wave e raffinatezze pop, punto d'approdo del gruppo dopo gli esordi post punk e la fase sperimentale di 'Sons and Fascination' e 'Sister Feelings Call'. La canzone è sempre maestosa ed è impreziosita dalla ritmica essenziale ma potente fornita dalla batterista Cherie Osei, vero punto di forza anche dal punto di vista scenico dei Simple Minds versione 2017.

A metà pezzo Kerr è già tra il pubblico in platea a stringere mani e a farsi abbracciare dai fan, per chiarire subito quale sarà l'atmosfera della serata, che decolla con 'Glittering Prize' per poi farsi più rarefatta con un altro brano di 'New Gold Dream', l'ipnotica 'Big Sleep', con Kerr splendidamente assistito dalla corista di colore Sarah Brown, altra protagonista femminile dello show. Il palco è tutto suo per l'omaggio a Patti Smith di 'Dancing Barefoot' ma c'è spazio anche per ricordare i due giganti della musica scomparsi nel 2016, David Bowie e Prince, con due cover non banali come 'Andy Warhol' del Duca Dianco e 'The Cross' del genio di Minneapolis. Tra le cose più belle la versione rallentata della cavalcata rock epica 'Speed your love to me' dall'altro disco cardine della discografia della band scozzese, 'Sparkle In the Rain'.

Nei bis compare sul palco KT Kunstall, la grintosa cantautrice scozzese, che apre per i Simple Minds in questo tour e duetta con Kerr su una 'Promised You A Miracle' a tinte blues e su un'altra cover, 'For What's It's Worth' dei Buffalo Springfield. Il pubblico a questo punto è tutto in piedi a cantare e battere le mani e i Simple Minds salutano tra gli applausi sulle note dell'immancabile 'Alive and Kicking', inno da stadio tratto da 'Once Upon A Time', il disco del 1985 che fece della band un megagruppo di successo, facendo però perdere ai Minds una parte del loro fascino. Oggi, forti della loro storia, Kerr e Burchill non hanno più bisogno della ricerca spasmodica della fama e possono semplicemente godersi l'affetto del loro pubblico.

Scritto da 
  • Niccolò Borella
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