Sabato 01 Aprile 2017 - 12:30

I ragazzacci son tornati: i Litfiba imballano il Forum di Assago

Pelù e Ghigo: "Abbiamo sverginato questa cattedrale pagana del rock"

I ragazzacci sono tornati: i Litfiba imballano il Forum di Assago

Un raduno, più che un concerto. O, come lo definisce Piero Pelù, un rituale, una festa pagana. E per 140 minuti i Litfiba fanno ballare e cantare un Forum di Assago imballato, ma "imballato bene". I rocker mancavano ai loro fan, che li hanno accolti con un calore unico per un gruppo italiano: "Abbiamo sverginato questa cattedrale pagana del rock. Ci piace avere un rapporto critico-ironico verso le liturgie da cui siamo circondati, quelle della religione, della politica, delle banche. Veniamo bombardati ogni giorno, e noi bombardiamo loro a modo nostro: con la musica. Avevamo 12mila fedeli", scherzano a fine concerto Pelù e Ghigo. E in effetti, proprio come le liturgie, i Litfiba rimangono uguali e fedeli a se stessi. Il loro è un concerto quasi anni '90: pochi fronzoli, rock allo stato brado e fasci di luce che roteano sul pubblico. E' questo che vuole chi compra un biglietto per un loro concerto.

L'età media degli spettatori è più alta rispetto a quella che si trova abitualmente ai concerti. Se fra il pubblico spuntano anche bimbi e ragazzi, ci sono diversi capelli bianchi. Da più di 30 anni i Litfiba si trascinano dietro i loro 'fedeli'. E non ne deludono nessuno. Si parte con 'Lo spettacolo' che arriva dopo l'urlo: "Ragazzacci, siete pronti a dare il meglio?". E i 'ragazzacci' sono pronti. In più di due ore i Litfiba attraversano ogni album della loro carriera fra successi storici come 'Sole nero', 'Vivere il mio tempo', 'Spirito', 'Regina di cuori' è 'Il Diablo' fino ad arrivare ai brani dell'ultimo album 'Eutòpia' con il singolo 'Maria Coraggio', dedicato a Lea e Denise Garofalo, vittime innocenti delle mafie.

Perchè nel concerto dei Litfiba c'è tanto spazio anche per il sociale. Già dal video con cui inizia il concerto, il messaggio è chiaro: 'Basta'. Al bullismo, al razzismo, all'omofobia, all'esclusione. Con le immagini di Don Gallo, di Ilaria Cucchi e di Gessica Notaro i rockers chiedono di fermare le violenze, le torture e i femminicidi. Ma c'è spazio anche per il terrorismo e l'attacco al Bataclan: "E' una delle ragioni scatenanti della canzone 'In nome di Dio', ma non possiamo dimenticare tutte le altre vittime. E' un momento molto distopico per il mondo - spiegano Pelù e Ghigo a fine concerto-. Russia e Stati Uniti stanno cercando da anni di distruggere l'Europa con dei flussi migratori devastanti e con guerre che ci stanno circondando". E poi l'attacco alle banche, ai potenti del mondo. Sulle note di 'El diablo' passano in video i volti indemoniati di Erdogan, Putin, Assad, Trump. Ma ce n'è anche per l'Italia: "Siamo così ingenui da credere che Renzi sia sparito? La parola giusta è 'Renzusca', che comprende gli ultimi 30 anni. Ma alla fine Berlusconi mi sta quasi più simpatico", spiega a fine concerto Pelù, la cui contrapposizione all'ex premier è ormai nota.

Ma al di là dei messaggi politici, quello che alla fine conta per i fan dei Litfiba è la loro musica, vederli tornare live con la stessa carica e lo stesso stile di sempre. Ed è facile immaginare che nel futuro del gruppo ci siano ancora tanti concerti. Perché? "Stare sul palco è la nostra droga".

LA SCALETTA: Lo spettacolo, Grande nazione, Dio del tuono, L'impossibile, Sole nero, Straniero, Vivere il mio tempo, Spirito, Fata Morgana, La mia valigia, Maria Coraggio, Dimmi il nome, In nome di Dio, Tex/Intossicato, Resta, Lulù e Marlene, Regina di cuori, Gioconda, Lacio Drom, Gira nel mio cerchio/Tequila, El Diablo, Eutòpia.
 

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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