Mercoledì 25 Gennaio 2017 - 13:30

Hotel Rigopiano, estratto un altro corpo: vittime salgono a 27

Due le persone che risultano ancora disperse

Hotel Rigopiano, estratto un altro corpo

I vigili del fuoco hanno recuperato all'interno dell'hotel Rigopiano altri due corpi, non ancora identificati, un uomo e una donna. Sale quindi a 27 il numero delle vittime recuperate, mentre sono 2 i dispersi.

"Chiaramente - ha dichiarato Titti Postiglione, portavoce della Protezione civile - lavoreremo come al solito ininterrottamente fino a che non avremo recuperato tutti, augurandoci che ci possa essere ancora qualche possibilità" di trovare qualcuno vivo. Attualmente sono ancora duecento gli uomini al lavoro sul posto". E' un lavoro molto lungo e complesso. Ma fino a quando non saremo sicuri di aver tirato fuori l'ultima persona non possiamo fermarci", ha detto, ieri, Adriano Favre, direttore del soccorso alpino della Val D'Aosta.

Ieri a Farindola c'è stato il primo funerale, quello di Alessandro Giancaterino, 42 anni, il maitre dell'hotel. Tutto il paese si è stretto intorno ai suoi familiari. Presenti anche il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, e il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico.

Sono stati dimessi i due bimbi che erano stati ricoverati. Edoardo Di Carlo, 9 anni, è stato affidato al fratello: i suoi genitori, infatti, sono rimasti uccisi nella tragedia. Samuel Di Michelangelo, 7 anni, è stato invece affidato ai nonni. I suoi, al momento, sono ancora tra i dispersi.

Sulle polemiche di questi giorni sui presunti ritardi nei soccorsi, intervengono i vigili del fuoco: "Il contingente e i mezzi impiegati costituiscono un dispositivo assolutamente adeguato allo sforzo operativo in atto e tengono conto della complessità degli interventi che il severo scenario pescarese continua a proporre ai soccorritori", scrivono in una nota, replicando alle "affermazioni, di provenienza di alcune sigle sindacali circa la presunta insufficienza delle unità specializzate" al lavoro.

Ma il tema si allarga anche oltre la questione dei soccorsi. Interviene l'alpinista Reinhold Messner: "Vedendo la massa della neve che c'era quando il terremoto ha fatto partire la valanga, è ovvio che anche un hotel può andare sotto. Forse è stato costruito in un posto in cui la garanzia di sicurezza non c'è". "Io penso - è il suo allarme - che in Italia ci siano tanti posti che non sono al 100% sicuri, cosa che vale anche per la Svizzera".
 

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  • redazione web
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