Mercoledì 27 Settembre 2017 - 16:45

Hiv, Talluto: Non sono un mostro, non ho mai voluto far male

Parla a processo il 32enne accusato di aver volontariamente contagiato con il virus 30 donne

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"Sono stato descritto come mostro ma chi mi conosce sa benissimo che non sono una cattiva persona. Quello che è stato scritto su di me non è vero". Sono le parole pronunciate davanti al giudice da Valentino Talluto, il 32enne sieropositivo accusato di epidemia dolosa e lesioni gravissime, per aver contagiato in dieci anni decine di partner con rapporti non protetti.

"Sono innanzitutto una persona - dice Talluto nelle dichiarazioni spontanee rese oggi nell'aula bunker di Rebibbia, a Roma, dove è imputato - perché questa cosa non è stata sottolineata finora. Mi è stato dato dell'untore ma io sono un ragazzo con un cuore e sentimenti, affetto da hiv, ma non diverso dagli altri". "Tutto quello che è stato scritto su di me, non è vero. Non è vero che ho rifiutato la terapia, semplicemente non mi era stata prescritta. E non è giusto quello che è stato scritto sui giornali - aggiunge, visibilmente commosso -. Non credo che i media possano influire su un processo ma hanno il loro peso". "In verità, io non mi sono mai nascosto - sostiene - tutte le ragazze mi conoscono con il mio nome e molte di loro hanno conosciuto amici e familiari, se avessi voluto far del male mi sarei comportato diversamente. Se avessi voluto contagiare più persone possibile avrei manutenuto l'anonimato, e non avrei favorito l'incontro tra le ragazze da me frequentate". "Ci sono tante ragazze che, pur avendo avuto rapporti con me, non sono state contagiate - continua -. Come posso essere considerato padrone nel diffondere la malattia? Sono anche io segnato dall'hiv e non ho mai voluto fare del male a nessuno".

A Talluto vengono attribuiti 57 episodi legati ad altrettante persone: nel fascicolo si fa riferimento a una trentina di donne che l'uomo avrebbe infettato con rapporti sessuali non protetti, tre uomini infettati da donne diventate sieropositive a causa del sesso con lui, un bambino nato da una sua ex partner oggi sieropositiva. Il piccolo avrebbe contratto il virus dalla madre durante il parto e ora è affetto da hiv e encefalopatia. A questi, si aggiungono una ventina di donne scampate all'infezione, tra le quali una che era incinta al momento dei rapporti sessuali con l'uomo, e tre uomini che non hanno contratto il virus pur avendo avuto rapporti 'a tre' con Talluto e le sue partner.

Nessuna delle sue partner sapeva quanto rischiava perché a nessuna Talluto aveva detto di essere sieropositivo. A tutte chiedeva di non usare il profilattico, per provare maggior piacere durante i rapporti, e tante lo accontentavano. I fatti presi in esame dalla polizia giudiziaria del tribunale di Roma sono avvenuti tra il 2006, quando l'uomo ha saputo di essere sieropositivo dopo aver fatto un test hiv, e il 2015. L'inchiesta partì dalla denuncia di una ex ragazza di Talluto e portò al suo arresto, il 24 novembre del 2015. La sera prima, il 23 novembre, Talluto ebbe l'ultimo rapporto non protetto con una delle sue partner: era a conoscenza di essere sotto indagine per il contagio da hiv fin dal marzo 2015, quando era stato sentito la prima volta dagli inquirenti, presso la procura di Roma, accompagnato dal suo avvocato. Ma lui ha continuato a far finta di nulla, come era abituato ormai da dieci anni.
 

Scritto da 
  • Alessandra Lemme
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