Lunedì 22 Maggio 2017 - 19:00

Hayden, addio Kentucky Kid. Quel Mondiale strappato a Rossi

Il giovane campione, travolto mentre andava in bici, si è spento oggi dopo cinque giorni di coma

Hayden e Rossi

Oltre 200 gran premi disputati, 3 vittorie e 1 titolo mondiale nella classe MotoGP. Nicholas Patrick Hayden, per tutti Nicky, era un campione vero. Nato a Owensboro negli Stati Uniti il 30 luglio 1981 è stato l'ultimo americano a vincere il titolo più prestigioso nelle moto. Figlio d'arte, correva con il numero 69, lo stesso usato dal padre quando era in attività. Dopo la conquista del titolo di campione MotoGP del 2006 ha deciso di gareggiare nella stagione 2007 con il numero 1, tornando ad utilizzare il numero 69 dal 2008. Ha due fratelli, uno più piccolo ed uno più grande, rispettivamente Roger Lee Hayden e Tommy Hayden, entrambi piloti professionisti.

La passione per le due ruote nasce fin da bambino nei circuiti cross americani. Il debutto a livello internazionale nella classe Supersport nel 1998 sul circuito americano di Laguna Seca con una Suzuki GSX 600R. Già l'anno successivo è campione dell'AMA Supersport con 5 vittorie in gara. Dopo una parentesi di tre anni nel campionato AMA Superbike e un titolo conquistato nel 2002, nello stesso anno disputa alcune gare del campionato mondiale della Superbike. Nel 2003 l'esordio in MotoGP con la RC211V del team Repsol Honda, con compagno di squadra Valentino Rossi, ottenendo due terzi posti (Pacifico e Australia) e terminando la stagione al 5º posto. Nel 2005, con compagno di squadra Max Biaggi, ottiene la sua prima vittoria negli Stati Uniti, e il 3º posto nel campionato. Il 2006 è la sua grande stagione: grazie a nove podi nelle prime undici gare e due vittorie ad Assen e Laguna Seca, mantiene la leadership della classifica iridata per quasi tutta la durata del campionato. Una caduta nel penultimo Gran Premio del Portogallo gli fa momentaneamente perdere la testa della classifica a favore di Valentino Rossi, rischiando di compromettere la stagione. Nell'ultima gara, però, il Dottore cade e Hayden con un terzo posto si laurea campione del Mondo rompendo l'imbattibilità del campione italiano nella classe MotoGp nelle precedenti quattro stagioni.

Dopo il trionfo inizia la parabola discendente, nelle stagioni successive non riesce a ripetersi collezionando solo qualche podio nel 2007 e nel 2008 sempre con la Honda. Nel 2009 passa al team Ducati con una Desmosedici GP9 al fianco di Casey Stoner. Hayden si dimostra un ottimo compagno di squadra per il campione australiano, ma non va otre un terzo posto a Indianapolis. Anche nelle due stagioni successive, con l'arrivo di Rossi in Ducati, Hayden fa da 'secondo violino' conquistando due podi sempre in Spagna. Le ultime due stagioni in Ducati sono condizionate da un infortunio e il feeling con la casa italiana viene meno. Nel 2014 e nel 2015 torna così alla Honda ma con il team clienti Drive M7 Aspar. La moto non è competitiva ai massimi livelli e come risultato in gara l'americano non va oltre un ottavo posto. Il 6 novembre 2015 Hayden viene inserito nella hall of fame del motomondiale.

Dopo tredici anni nel motomondiale, per il campionato del 2016 decide di passare al mondiale Superbike a bordo di una Honda CBR1000RR SP del team Honda World Superbike ottenendo una vittoria a Sepang. Contemporaneamente torna in MotoGp come pilota Honda ufficiale per sostituire l'infortunato Pedrosa, ma senza risultato significativi. In questa stagione resta in Superbike andando sempre a punti nelle prime cinque gare, ma senza salire sul podio. Nella sua ultima gara in carriera l'americano ha ottenuto un 12° posto in gara-2 del Gran Premio di Italia, a Imola. Lo scorso 17 maggio viene investito mentre si sta allenando in bicicletta nel circondario riminese sulla strada provinciale Riccione-Tavolato, nei pressi di Misano Adriatico. Rimasto gravemente ferito (vasto edema cerebrale diffuso e varie fratture multiple dorsali e ad una gamba), è trasportato con massima urgenza e ricoverato in prognosi riservata prima nel nosocomio di Rimini e poi in quello di Cesena. Dopo cinque giorni di coma il 22 maggio, l'ospedale Bufalini di Cesena dà l'annuncio della sua morte.

Scritto da 
  • Antonio Martelli
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