Martedì, Febbraio 9, 2016 - 19:45

Grigio antracite: colore di una difficile giornata per la Merkel

Merkel_Renzi

Tailleur gessato grigio antracite, una giaccia dall'aria vagamente marziale con una doppia fila di bottoni, e un girocollo di pietre scure. Il viso segnato dalle occhiaie, qualche sorriso a stemperare l'aria preoccupata. Così è apparsa la cancelliera tedesca Angela Merkel oggi nel corso della conferenza stampa al termine del colloquio col premier Matteo Renzi a Berlino. Il pranzo di lavoro, che si è svolto al Bundeskanzleramtsgebäude, residenza ufficiale della cancelliera, è durato quasi due ore, il doppio di quanto preventivato. Sul menù tonno marinato come antipasto, merluzzo e ravioli di primo e gnocchi di semolino con ciliegie al rhum per dolce. Lui, in completo blu scuro, camicia bianca e cravattino nero, si è girato verso di lei diverse volte nel corso della conferenza stampa. Lei ha risposto annuendo, soprattutto quando lui sottolineava il comune impegno per gli ideali europei. In un paio di circostanze ha sorriso. Ha parlato rapidamente, a tratti persino frettolosamente, arrivando a mettere in difficoltà il traduttore.

L'ATTACCO AL CENTRO DI ACCOGLIENZA. La leader tedesca è arrivata a questo incontro provata. Sul tema dei migranti si sta giocando tutto, ed è sempre più sola. Nella notte una granata è stata lanciata contro un centro di accoglienza per rifugiati a Villingen-Schwenningen, nel sud della Germania, fortunatamente senza conseguenze. Secondo le autorità, si tratta del primo episodio del genere in questa cittadina del Baden-Württemberg di poco più di 80mila abitanti. Nel centro di accoglienza vivono attualmente circa 170 persone. Secondo i dati dell'ufficio federale di indagini criminali (Bka), nel 2015 in Germania sono stati registrati 163 attacchi violenti a centri di accoglienza per rifugiati, quasi sei volte in più dell'anno precedente.

LA RIFORMA DELL'ASILO. Ieri la Merkel ha presieduto una lunga riunione di maggioranza, Cdu-Spd-Csu, nella quale cresce l'insofferenza nei confronti della sua politica aperta sui migranti. La Csu ha minacciato di ricorrere alla Coste costituzionale in mancanza di un giro di vite sulla politica di asilo e pretende di imporre un tetto all'accoglienza pari a 200mila rifugiati. Al termine della riunione è stato raggiunto un accordo per una riforma della legge sull'asilo. Un inaspettato appoggio è arrivato dal suo ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, ma la diga che la Merkel da mesi cerca di mettere in piedi per gestire la situazione in modo ordinato e senza isterie ieri è sembrata crollare ovunque: mentre arrivavano notizie dell'ennesima strage in mare che si è portata via dieci bambini (che si eviterebbero se si aprisse un canale di ingresso legale, ammoniscono spesso la Croce rossa e il segretario dell'Onu Ban Ki-moon), la Svezia ha annunciato di voler avviare il rimpatrio di 80mila profughi, la Finlandia vuole limitare i riconoscimenti di asilo, l'Olanda - dopo aver ipotizzato recentemente una mini Schengen - lavora ora a un piano di rimpatri in traghetto dalla Grecia alla Turchia, il tutto pochi giorni dopo la discussa legge danese sulla confisca dei beni ai profughi. Mentre a Milano, sempre ieri, Marine Le Pen saldava i rapporti con la Lega in un attacco frontale all'Ue e a Schengen.

NON CEDERE MAI. Nonostante le difficoltà, la Merkel resta una tedesca tutta d'un pezzo: anche se aveva disperatamente bisogno di quella che ha definito la "urgente attuazione" dell'accordo con la Turchia, che le darebbe qualche margine di manovra in più sia in patria che con i Paesi del nord Europa, non ha concesso nulla all'Italia sulla flessibilità dei conti: "Spetta alla Commissione", ha detto, pur sapendo che parole diverse avrebbero spinto Renzi a pagare subito i 281 milioni che spettano all'Italia. Mai cedere al panico e alla stanchezza: le regole sono regole.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 12:00

Terrorismo, serve più laicismo e meno cristianesimo

Stamane ho incrociato sulla metropolitana un religioso islamico. Barba lunga, copricapo islamico, la taqiyah (che peraltro non appare molto diversa dalla kippah ebraica o dalla mitra del Papa). Ho avuto un attimo di esitazione a salire, poi mi sono imposto disciplina, per non arrendermi alla paura, e mi sono messo proprio accanto a lui (ammetto, anche con il retropensiero da giornalista che se fosse accaduto qualcosa sarei stato in prima fila).

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Giovedì, Febbraio 11, 2016 - 23:30

La vetta e l'abisso dell'umanità

Un abisso storico, una lacerazione della comunità umana. Questo è quello che è successo oggi. Da un lato l'annuncio della prima rilevazione delle onde gravitazionali di Einstein: la comunità scientifica ha afferrato un nuovo strumento fenomenale, in grado di vedere cose che prima era impossibile vedere, accadute tra due buchi neri a un miliardo e mezzo di anni luce di distanza. Che aprono un nuovo capitolo nella scienza, che promettono di dare nuove risposte alle domande sulle nostre origini e sul nostro futuro.

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Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 02:00

Renzi e l'Europa, buone idee pessimo tempismo

Non fu lo scudo spaziale del repubblicano Reagan a far scoppiare la terza guerra mondiale. Ci andò vicino invece il democratico e idealista Kennedy con la Baia dei porci. Non è stato l'uomo forte della destra Sarkozy - che pure da ministro dell'Interno definì "feccia" i protagonisti delle rivolte delle banlieues - a proclamare lo stato di emergenza e a lanciare una riforma della Costituzione in senso restrittivo per i diritti, lo ha fatto il socialista Hollande.

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Lunedì, Febbraio 1, 2016 - 20:45

Renzi contro Bruxelles: una sfida antica

La battaglia di Matteo Renzi per conquistare all'Italia un posto al tavolo dei grandi in Europa è più vecchia di quanto non sembri. Il dibattito sul fatto che al nostro Paese convenisse essere la prima delle piccole potenze o l'ultima delle grandi risale agli anni '70 dell'Ottocento, quasi all’unità nazionale. Da allora non sembra essere cambiato molto. E' un Paese del G7, è uno dei principali contributori alle missioni di pace dell'Onu, ma quando si tratta di prendere le decisioni che contano spesso è assente. Renzi vuole cambiare la situazione, vuole che l'Italia conti di più.

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Sabato, Gennaio 30, 2016 - 19:30

Il nuovo muro di Berlino

Riparto da Berlino con la sensazione che l'Europa abbia fatto un altro passo verso il baratro. Sono stato al checkpoint Charlie, dove è rimasto il gabbiotto in legno che ospitava il presidio militare americano a uno dei pochi varchi nel muro che divideva la città. Comparse in divisa americana e russa si prestano a pagamento alle foto con i turisti, come i gladiatori intorno al Colosseo. Una cabina automatica a ridosso del museo poco distante pubblicizza scatti seppiati dall'aria vintage. A terra è segnato il percorso del muro, di cui un pezzo è rimasto in piedi.

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