Venerdì 01 Dicembre 2017 - 19:30

Gravity, l'Universo dopo Einstein fra arte e scienza in mostra al Maxxi

A Roma un'esposizione mostra il luogo in cui i mestieri dell'esploratore, dello scienziato e dell'artista si toccano

FILE PHOTO: NASA/ESA Hubble Space Telescope image of the barred spiral galaxy NGC 1097 a Seyfert galaxy

Ascoltare il rumore di fondo del Big Bang e vedere a occhio nudo l'immagine delle onde gravitazionali, osservare il comportamento delle galassia vicino a un buco nero e sfatare la tesi complottistica di chi nega lo sbarco sulla Luna. Il tutto, immersi nel buio all'interno di un viaggio spazio-temporale. Da domani sarà possibile al Maxxi grazie alla mostra Gravity. Immaginare l'Universo dopo Einstein, realizzata in collaborazione da l'Agenzia spaziale italiana e l'Istituto nazionale di fisica nucleare con il sostegno del ministero dell'Istruzione, a cura di Luigia Lonardelli (Maxxi), Vicenzo Napolano (Infn) e Andrea Zanini (Asi).

"Arte e scienza si intrecciano laddove il mestiere dell'esploratore, dello scienziato e dell'artista si toccano. Una mostra straordinaria", commenta il presidente dell'Asi Roberto Battiston. All'ingresso, sospesi sulla hall, il modello della Sonda Cassini e Aeroke, l'installazione di Tomàs Saraceno, formata da due palloni aerostatici che captano i suoni dispersi nell'atmosfera. "'Ha viaggiato nello spazio per vent'anni, attraversando fasce di asteroidi, passando accanto a Venere e Giove, sorvolando i mari di metano liquido di Titano e una tempesta esagonale su Saturno, si è tuffata 22 volte nei suoi anelli prima di distruggersi nell'atmosfera del pianeta'. Uso le stesse parole della presentazione di questa mostra per descriverla", esordisce la presidente della fondazione Maxxi Giovanna Melandri che sottolinea come l'esposizione sia un'occasione straordinaria per ammirare la compenetrazione fra arte e scienza e nasca da una triangolazione non scontata tra Asi, Infn e Museo. "Una partnership - ha precisato Melandri - che servirà da prototipo per il futuro. Siamo di fronte a un nuovo umanesimo".

Reperti storici come le polveri lunari, simulazioni di esperimenti e installazioni coesistono con opere di artisti moderni e contemporanei, da Marcel Duchamp a Laurent Grasso e Tomàs Saraceno, passando per Allora & Calzadilla, Peter Fischli e David Weiss. Nello spazio buio che caratterizza la mostra si può osservare l'opera 'Echoes of the Arachnid orchestra with cosmic dust' di Saraceno che rende visibili le interazioni del pubblico con la polvere cosmica in cui siamo costantemente immersi mentre un ragno - vero - tesse la sua tela. Accanto alla Buca gravitazionale, dove sperimentare le dinamiche gravitazionali, lo spettatore può immergersi nell'installazione interattiva Curvare lo spazio, modificando lo spaziotempo. Il percorso si completa con l'area dedicata alla 'crisi', uno dei termini caratterizzanti di questi anni che, tuttavia, nella conoscenza assume un valore positivo. Oltre alle opere in esposizione, la mostra prevede approfondimenti - a cura di Vittorio Bo e Irene De Vico Fallani - con filosofi, scienziati e artisti, a ingresso libero grazie alla collaborazione di Enel.

L'8 febbraio la direttrice generale del Cern Fabiola Gianotti dialogherà con il presidente di Infn Fernando Ferroni mentre il 9 marzo toccherà a Massimo Cacciari e al fisico-matematico Mario Rasetti, il 22 marzo sarà la volta di mons. Gianfranco Ravasi con il presidente Asi Roberto Battiston. Ospite speciale il 10 aprile: Samantha Cristoforetti. In programma anche una serie di documentari in collaborazione con National Geographic. Per l'intero mese di gennaio inoltre sono previsti laboratori per le scuole, offerti gratuitamente grazie a Leonardo. 

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