Martedì 01 Marzo 2016 - 20:15

Grandi: Canzoni devono parlare di vita vera per arrivare a gente

Intervista al produttore, compositore e cantautore: scritta da lui la canzone degli Stadio vincitrice a Sanremo

Saverio Grandi

E' l'eminenza grigia che si cela dietro tantissime canzoni di successo dei maggiori artisti italiani, ha scritto 'Un giorno mi dirai', canzone che ha portato gli Stadio a trionfare al Festival di Sanremo 2016, ha vinto un Nastro d'Argento per 'Un Senso' di Vasco Rossi, brano nella colonna sonora del film 'Non ti muovere' di Sergio Castellitto; un 'Grammy Awards 2006' per l'album 'Escucha', ovvero la versione italiana di 'Resta in ascolto' di Laura Pausini (è anche sua 'Benedetta passione'); un 'Premio Lunezia' e un 'Premio Siae' per i testi delle sue canzoni. Stiamo parlando di Saverio Grandi, produttore, compositore e cantautore al quale si può attribuire gran parte della paternità di brani come 'Ti prendo e ti porto via' e 'Buoni e cattivi' di Vasco Rossi, 'Non è mai un errore' di Raf, 'Al primo sguardo' e 'Solo insieme saremo felici' di Gianni Morandi, 'Equilibrio instabile', 'Sorprendimi', 'Un disperato bisogno d'amore' (e molte altre) degli Stadio, 'La mia storia con te' di Alessandra Amoroso, 'Un angelo disteso al sole' e 'Io prima di te' di Eros Ramazzotti, 'Ricordati di noi' e 'Indissolubile' di Valerio Scanu, 'Sarò libera' di Emma, 'Due respiri' di Chiara Galiazzo...e la lista potrebbe continuare all'infinito. E anche se, normalmente, Grandi di solito preferisce far parlare le sue canzoni, con LaPresse ha fatto un'eccezione. Ai tavolini di un bar del centro di Milano, senza quasi mai togliere gli occhiali da sole che gli schermano i profondi occhi azzurri, ha raccontato il suo mondo, fatto di parole, musica e tanta creatività.

Partiamo dalla canzone 'Un giorno mi dirai', con cui gli Stadio hanno vinto Sanremo 2016. E' autobiografica?

Non è autobiografica, anche se io ho una figlia di 12 anni, Giulia. Volevo scrivere una canzone che parlasse del rapporto tra padre e figlia, anche perché quando l'ho scritta ero lontano da casa da mesi e sentivo molto la sua mancanza. Ho cercato di capire come potevo raccontare lei che mi parla del suo soffrire per amore, senza diventare mieloso e sdolcinato: in questi casi si passa velocemente dal sublime all'orrido.

'Un giorno ti dirò che ho rinunciato alla mia felicità per te' è una frase della canzone che è stata 'contestata': alcuni sostengono che non si debba mai dire a un figlio.

Io non direi mai questa frase a mia figlia, ma le persone dimenticano che le canzoni sono fiction: se avessi vissuto tutte le storie che ho raccontato nelle mie canzoni, sarei Marlon Brando!

In molti ti considerano il 'quinto' membro degli Stadio: raccontaci un aneddoto vissuto insieme.

Riguarda questo Festival di Sanremo: ogni volta che entravamo col nostro van nell'area artisti c'era un signore di dubbia razionalità che bussava al finestrino chiedendo 'ma voi chi siete?'. Poi è passato a 'voi chi m....a siete? Noi all'inizio eravamo spaesati, ma poi abbiamo visto che lo diceva a tutti, anche a Lorenzo Fragola, che era amatissimo e ci facevamo delle grandi risate.

Dove trovi ispirazione per le tue canzoni?

Dalla mia vita e da quello che mi raccontano gli amici. Sono un grande osservatore, mi è sempre piaciuto scrivere storie. La maggior parte delle canzoni di oggi ricalcano uno schema sempre uguale. Mi piacerebbe scrivere una canzone per uno che ha vinto 'Amici', ma pensando al suo pubblico e ai suoi problemi i titoli sarebbero sempre 'Amori a metà', 'Lacrime in bilico' etc. Questo sistema non porterebbe a grandi risultati: quando ascolto le canzoni di Battisti 'sento' dentro la vita di Mogol, se c'è dentro poca 'vita vera' le canzoni non 'arrivano'.

Come affronti, se l'hai mai avuto, un calo di creatività?

Io scrivo canzoni solo quando c'è intuizione, altrimenti difficilmente mi metto a scrivere, e per intuizione intendo frase o melodia. Se invece mi chiedono di scrivere, faccio molta fatica. Solo con Vasco mi riesce facile, perché la sua scrittura è simile alla mia. Se non ho niente da dire, se mi forzo scrivo una canzone brutta e visto che di brutte ne scrivo anche quando ne ho voglia, non ne vale la pena (ride, ndr).

Hai un repertorio sconfinato, ma quali consideri le tue canzoni più importanti?

La canzone che mi ha dato la vera popolarità è stata 'Un senso' di Vasco: quell'album ha venduto un milione 400mila copie, poi 'Benedetta Passione' di Laura Pausini e, per Raf, 'Non è mai un errore'.

Quale canzone ti rappresenta di più e perché?

La mia canzone-manifesto è 'Equilibrio instabile'. Io mi spoglio sempre nei pezzi che scrivo, ma in questo caso non ho tenuto addosso nemmeno la foglia di fico, racconto davvero chi sono. L'avevo scritta per Vasco, poi è arrivata agli Stadio. Ascoltandola si capiscono molte cose di me.

Quando preferisci scrivere?

Mi piace scrivere di notte. La regola principale, per me, è sfuggire alla noia. Abitando a Ferrara e potendo gestire il mio tempo, la noia è sempre dietro l'angolo. Al mattino di solito ascolto quello che ho scritto il giorno prima, mentre al pomeriggio cerco di scrivere qualcosa, abito in una casa isolata e non ho il problema dei vicini. Ho notato che le cose migliori vengono fuori per stanchezza: quando sono stanco e mi metto a provare, arriva sempre qualcosa.

Per che artista ti piacerebbe scrivere canzoni?

Tiziano Ferro, mi piace molto suo modo di interpretare le canzoni, anche se so che se le scrive da solo. Con l'interpretazione lui aggiunge tantissimo a ciò che scrive, sa essere drammatico, sexy, oppure dolce.

Hai temi tabù che non affronteresti mai?

No, penso che potrei parlare di tutto. Sono solo molto nauseato non dalla politica, ma dai partiti, dalle facce dei politici che sono sempre le stesse.

Come Irene Fornaciari che ha portato sul palco dell'Ariston il tema dei migranti con la sua 'Blu', a te piacerebbe scrivere di temi sociali?

Sì, anche se io ho una scrittura molto più diretta, se non vedo il sangue non mi diverto. Il mio riferimento è Vasco, perché lui non fa giri di parole. Io cerco di essere poetico, ma Montale e Mogol erano poeti, io no: io scrivo storie e lo faccio con un linguaggio contemporaneo. Vorrei scrivere di quanto stia cambiando drammaticamente la realtà sociale, perché oggi la gente non si in..zza più, chi è povero cerca di andare al Grande Fratello, non di acculturarsi. La cultura è fuori moda. C'è una canzone del disco degli Stadio, 'Tutti contro tutti', che parla di come tutti cerchino di diventare qualcosa che non sono, pur di avere una posizione sociale'.

Quale artista apprezzi maggiormente dal punto di vista umano?

Gianni Morandi li batte tutti. Lui è una persona squisita, non ci sono quasi mai artisti che ti chiamano per chiederti come stai, ma lui lo fa. Non siamo amici, e proprio per questo è più apprezzabile.

Qual è il bello e il brutto del tuo lavoro?

E' un lavoro dove non c'è gratitudine, quando servi vai bene, quando non servi più, arrivederci. In alcuni casi c'è la stima che ti consente di mantenere un rapporto. La cosa più bella, invece, è il fatto che io abbia ancora tanta voglia di scrivere altri pezzi, che mi aspetti sempre un'intuizione quando esco di casa. Come uno sceneggiatore, che inventa un personaggio e lo sviluppa, poi lo elimina se non gli piace più: è un concetto interessante di onnipotenza.

Regalaci un tuo ricordo con Vasco.

Io avevo scritto la musica e lui il testo di 'Ti prendo e ti porto via'. Non ci conoscevamo bene e lui voleva capire chi fossi. Mi ha convocato nel suo ufficio a Bologna e mi ha detto: voglio farti un regalo. Ha tirato fuori tre paia di occhiali, uno con le lenti arancioni, uno gialle e uno blu e mi ha chiesto quali volessi. Io non sapevo scegliere, così lui mi ha detto: 'Quelli arancioni li metto io, quelli gialli non sei ancora pronto, scegli quelli blu, che sono più neutri'. Ho molto apprezzato sia il regalo che la spiegazione.

Che musica ascolti tu?

Come musica italiana ascolto i cantautori storici, come Battisti, e poi Tiziano Ferro, Vasco, Venditti, Jovanotti e Renato Zero. Ascolto tutta la musica straniera, mi piace il jazz, ma anche Rihanna e i Led Zeppelin, e amo i Rolling Stones.

Raccontaci un gossip che non conosce nessuno.

Questo proprio non lo sa nessuno: c'è un'altra versione di 'Un giorno mi dirai' che avevamo fatto  cantare da un altro artista. Ma lui non ne aveva capito il senso, il testo, le parole...Ora che il brano ha vinto il Festival di Sanremo, probabilmente si starà mangiando le mani...
 

Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
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